L’Università di Bologna ha accolto Omar Yaghi, tra i chimici più influenti al mondo e vincitore del Premio Nobel per la Chimica 2025. La giornata del 28 maggio è stata dedicata alle nuove frontiere della ricerca e all’importanza di una visione globale per l’innovazione scientifica.
Nel corso degli incontri, il professore ha sottolineato il valore della scienza come linguaggio universale, capace di unire persone, culture e comunità scientifiche a livello internazionale. Per Yaghi, la conoscenza rappresenta un potente motore di uguaglianza, in grado di generare opportunità e sviluppo attraverso la condivisione.
La mattinata si è aperta con la lecture in lingua inglese “A Global Mind for Discovery”, tenuta nell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria. L’evento, riservato a studentesse e studenti delle scuole superiori, ha offerto una riflessione sul ruolo di una ricerca aperta e orientata a un concreto impatto sociale.
Nel pomeriggio, il Premio Nobel ha incontrato la comunità scientifica nel workshop “Precision Chemistry for a Sustainable Planet”, svoltosi nell’Aula Magna del Distretto del Navile. L’appuntamento ha approfondito il contributo della chimica di precisione nel rispondere alle grandi sfide del nostro tempo.
Tra i temi centrali del dibattito figurano la gestione delle risorse idriche, lo sviluppo di energia pulita, la sostenibilità ambientale e le strategie per contrastare i cambiamenti climatici. Questi ambiti sono al centro del lavoro di ricerca di Yaghi.
Il percorso umano e professionale del professore è profondamente legato al valore sociale della scienza. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi e cresciuto in un campo profughi, si è trasferito negli Stati Uniti all’età di 15 anni, costruendo una carriera accademica di primissimo livello.
Oggi Omar Yaghi è professore di chimica presso l’University of California, Berkeley, e scienziato senior al Lawrence Berkeley National Laboratory. Considerato uno dei chimici più citati al mondo, ha ricevuto il Premio Nobel nel 2025 insieme a Susumu Kitagawa e Richard Robson.
Yaghi è riconosciuto come il fondatore della chimica reticolare. Questa disciplina rivoluzionaria permette di progettare e sintetizzare nuovi materiali cristallini, come i MOFs (Metal-Organic Frameworks), assemblando molecole con una precisione su scala nanometrica.
Questi materiali, spesso definiti “spugne molecolari”, possiedono proprietà straordinarie. La loro struttura altamente porosa li rende ideali per catturare e immagazzinare gas serra come l’anidride carbonica, oppure per estrarre acqua potabile direttamente dall’umidità presente nell’aria, anche in condizioni desertiche.
Oltre alla ricerca, Yaghi dirige il Berkeley Global Science Institute, un’organizzazione impegnata nella creazione di centri di eccellenza scientifica nei Paesi in via di sviluppo e nella formazione di nuovi talenti a livello globale.
Il legame tra Omar Yaghi e l’Italia si è rafforzato negli ultimi anni. Nel 2024 ha ricevuto il prestigioso Premio Balzan dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre nel 2025 è stato eletto socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
L’iniziativa bolognese è stata promossa da diversi dipartimenti dell’Alma Mater, tra cui Chimica Industriale, Chimica, Farmacia e Biotecnologie, e Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. Sebbene le iscrizioni in presenza siano terminate, è stato possibile seguire il workshop in diretta online.











