In Campania 85 comuni “Rifiuti Free”

Napoli e Caserta in ritardo sulla differenziata, la provincia più riciclona è quella di Benevento. I dati dell’Eco Forum di Legambiente: le città più virtuose sono Vico Equense, Pozzuoli, Sarno, Tortorella e Montesano sulla Marcellana

Un quadro frammentario in cui se da un lato spiccano esempi virtosi, dall’altro si comprende che c’è ancora molto da fare. Parliamo della raccolta differenziata in Campania, i cui dati sono stati presentati ieri nel corso dell’EcoForum-Comuni Ricicloni 2019, un’ indagine di Legambiente.
Sono 247 i “ricicloni”, quelli cioè che nel 2018 hanno superato il 65% di raccolta differenziata come previsto dalla legge. Il dato non è incoraggiane, dal momento che, rispetto all’anno precedente, solo 9 Comuni hanno intrapreso un corretto percorso in tema di raccolta di rifiuti.
Per queste ragioni Legambiente Campania da quest’anno ha deciso di incoraggiare quest’attività, premiando il contenimento della produzione di rifiuto secco indifferenziato. Secondo i criteri portati avanti dall’associazione in difesa dell’ambiente, i Comuni Rifiuti Free sono quelli in cui la raccolta differenziata funziona correttamente, ma soprattutto dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 kg di secco residuo all’anno, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati allo smaltimento.
I Comuni Rifiuti Free Campani individuati da Legambiente sono 85.
Il dossier premia il Beneventano, in cui si trova ben il 42,4% dei comuni Rifiuti Free. Il secondo posto è della provincia di Salerno, ove si trova il 40% dei comuni ricicloni della Campania. A seguire l’Avellinese, con il 12,9 %. Ancora in ritardo invece la provincia di Napoli e Caserta, dove si trovano solo il 2,4% dei comuni rifiuti free.
I comuni rifiuti free vincitori nelle quattro categorie per numero di abitanti sono i comuni napoletani di Vico Equense e Pozzuoli insieme ai salernitani Sarno, Tortorella e Montesano sulla Marcellana.
Nel dettaglio della Campania che differenzia sono 1.440.118 i cittadini campani che conferiscono in maniera corretta i rifiuti nei 247 comuni ricicloni che, nel 2018, hanno superato il limite di legge del 65% di raccolta differenziata.
Tra i capoluoghi di provincia solo Avellino con il 71% di raccolta differenziata supera la quota del 65%; segue Benevento con 63%; Salerno con 60%, Caserta con il 48%. Chiude la provincia di Napoli con il 35% di raccolta differenziata.
La palma per le migliori performance di comuni ricicloni spetta alla provincia di Salerno dove sono 91 le amministrazioni che hanno raggiunto il 65%; segue la provincia di Benevento con 59 comuni e la provincia di Avellino con 44 amministrazioni. Chiudono la provincia di Caserta con 30 comuni. Fanalino di coda per la provincia di Napoli con solo 23 comuni.
In Campania, secondo i dati dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, nel 2018 sono state prodotte 2,6 tonnellate di rifiuti urbani, di cui il 52,7% raccolte in maniera differenziata. Dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, la metà sono costituite da organico: 682.132 tonnellate di cui il 90% continua ad essere trasportata fuori regione, a causa della mancanza di impianti sul territorio.
I rifiuti urbani indifferenziati invece, sono 1.232.087 tonnellate pari al 47,3% del totale con una produzione pro-capite di indifferenziato di 212,37 kg.

Uno scenario che rende chiaro quali sono le criticità della Campania in tema di raccolta di rifiuti: la mancata realizzazione di impianti industriali di trattamento della frazione organica con compostaggio, digestione anaerobica e produzione di biometano. Oltre alla mancanza di una governance autorevole del ciclo integrato dei rifiuti.
Puntare su impianti di tipo anaerobico è tra le priorità, secondo Legambiente. “In Campania la gestione dei rifiuti, prevenzione, raccolta, recupero e smaltimento, continua ad avere un importante potenziale che però stenta a decollare. Un ciclo poco circolare e ancora troppo intrappolato in scarse capacità gestionali, affari al limite della legalità, mancanza di trasparenza e complicati percorsi di accessibilità alle informazioni per i cittadini. Il piano regionale di finanziamento di impianti di trattamento della frazione organica stenta a decollare e comunque non soddisfa il fabbisogno totale. Inoltre, è paradossale nell’era del necessario passaggio da fonti fossili a fonti rinnovabili finanziare prevalentemente impianti aerobici e non puntare maggiormente su processi anaerobici per la produzione di biometano. Un’occasione di transizione ecologica persa, forse l’ennesima, che non possiamo più permetterci”, ha detto Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania.

“La raccolta differenziata non è che il primo passo propedeutico ma non sufficiente, per superare i vecchi sistemi di smaltimento”, ha detto dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. “Gestione efficace e ben organizzata, raccolta porta a porta, politiche di prevenzione, tariffazione adeguata per disincentivare la produzione dei rifiuti e aumentare la qualità dei diversi materiali raccolti, sono gli ingredienti fondamentali. Ma perché gli sforzi, l’impegno e gli importanti risultati dei Comuni Rifiuti Free siano ripagati, occorre lavorare sulla chiusura del ciclo, sul riciclo e sull’utilizzo della materia prima seconda che ne deriva. Per compiere la rivoluzione circolare in Campania e nel Mezzogiorno dobbiamo essere consapevoli e reattivi riguardo i ritardi e gli ostacoli che ancora ci sono, chiedendo con forza politiche coraggiose e immediate nella pianificazione e nella gestione del ciclo dei rifiuti”.

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