Inchiesta arbitri, la Procura allarga l’indagine

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Cronache sport calcio
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L’inchiesta della Procura FIGC sul mondo arbitrale è entrata in una nuova fase. Nelle scorse ore sono state sentite tre figure ritenute centrali per l’indagine, a cominciare da Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, la cui audizione è durata più di tre ore.

Il primo punto emerso riguarda le intercettazioni. Non risulterebbero contatti telefonici diretti e significativi tra Schenone e l’ex designatore Gianluca Rocchi. Il dirigente nerazzurro sarebbe stato solo menzionato in una telefonata tra Rocchi e Gervasoni, ma dalla conversazione non sarebbero emersi elementi anomali o illeciti. Tra i due esisteva un rapporto professionale di lunga data, risalente a quando entrambi erano arbitri.

L’audizione è servita al pubblico ministero per fare chiarezza sui rapporti tra Schenone, l’ex arbitro Pinzani (incaricato dalla FIGC per le relazioni tra AIA e club per il 2024-25) e lo stesso Rocchi. L’obiettivo degli inquirenti è stabilire il confine tra le legittime rimostranze di un addetto agli arbitri e un eventuale tentativo di pressione per condizionare le scelte del designatore.

Un secondo aspetto cruciale è l’intenzione della Procura di allargare il raggio dell’inchiesta. Nelle prossime settimane saranno convocate altre persone con ruoli e compiti differenti, anche legate ad altri club, per avere un quadro più completo. Saranno sentiti non solo addetti agli arbitri, ma anche altre figure del mondo del calcio.

Dopo Schenone, sono stati ascoltati anche Dino Tommasi, appena nominato designatore di Serie A e B dopo l’autosospensione di Rocchi, e Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA squalificato per 13 mesi. Le loro audizioni sono durate oltre due ore ciascuna e si sono concentrate sull’analisi di intercettazioni e documenti. Ai due sono state poste domande sul meccanismo di scelta delle designazioni e sul funzionamento della sala VAR di Lissone, dalla sua struttura al personale operativo.

Al momento, Schenone, Tommasi e Zappi sono stati sentiti come persone informate sui fatti e non risultano altri indagati oltre a Rocchi. L’attenzione degli inquirenti rimane concentrata sull’incontro avvenuto il 2 aprile a San Siro, per chiarire con chi fosse Rocchi e chi fossero le persone che avrebbero agito “in concorso” con lui, come riportato nell’avviso di garanzia.

Le audizioni hanno fornito elementi utili all’indagine e proseguiranno. La Procura continuerà a sentire figure diverse, anche slegate tra loro, per fare luce su tutte le dinamiche relazionali interne al mondo arbitrale. Sarà fondamentale definire la natura delle conversazioni avute dall’ex designatore e il limite oltre il quale si configurerebbe il reato di frode sportiva.

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