Inter, Calhanoglu rivela il suo momento più bello

23
Cronache Mercato
Cronache Mercato

Hakan Calhanoglu si è confermato uno dei leader tecnici e carismatici dell’Inter, come dimostrato dall’ottimo avvio di stagione che lo ha visto segnare due gol nelle prime due partite di campionato. Il regista turco ha concesso un’intervista al Matchday Program del club, raccontando il suo profondo legame con i colori nerazzurri e svelando retroscena e preferenze personali.

Interrogato su quale fosse il ricordo più significativo della sua avventura a Milano, il centrocampista non ha avuto dubbi. Ha identificato la vittoria dello Scudetto della seconda stella, ottenuta matematicamente in casa del Milan, come l’apice della sua carriera interista. Un momento dal valore simbolico enorme, che ha cementato il suo status di idolo per la tifoseria e ha rappresentato una rivincita sportiva di grande peso.

Il rapporto con i sostenitori è un tema centrale nel suo racconto. Il giocatore ha sottolineato come fin dal suo esordio si sia sentito immediatamente accolto e amato dal popolo nerazzurro. Ha menzionato con orgoglio il coro che lo stadio gli ha dedicato, un attestato di stima che lo accompagna in ogni partita casalinga e che testimonia l’affetto reciproco tra lui e la Curva Nord.

Passando a temi più tecnici, Calhanoglu ha parlato dei suoi modelli di riferimento. Tra le leggende della storia interista, ha indicato in Wesley Sneijder il giocatore a cui si sente più affine per stile di gioco. Ha evidenziato le somiglianze nella tecnica, nella visione di gioco e nella pericolosità dalla distanza, caratteristiche che hanno reso celebre il fantasista olandese durante il Triplete. A livello più generale, il suo idolo d’infanzia è stato Ronaldinho, un campione che ammirava per la capacità di unire spettacolo ed efficacia, regalando gioia agli spettatori.

Infine, ha scelto il suo gol più bello tra i 52 segnati in carriera. La preferenza è andata a una rete realizzata contro il Verona nel 2023. Ha descritto la conclusione come un tiro da grande distanza a cui ha impresso un effetto imprevedibile, rendendo impossibile l’intervento del portiere. Una prodezza balistica che riassume la sua abilità nel cambiare il corso di una partita con una singola giocata di pura classe.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome