Lazio, Gattuso: «Icardi? Capitolo chiuso. Sono un altro»

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Cronache Mercato
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Alla vigilia della quinta giornata di Serie A contro il Venezia, l’allenatore della Lazio Gennaro Gattuso ha presentato la partita in conferenza stampa. La squadra biancoceleste, reduce da dieci punti in quattro gare, punta a proseguire la striscia positiva prima della sosta per le nazionali.

Il tecnico ha subito messo in guardia i suoi da facili entusiasmi. “Non dobbiamo peccare di presunzione e continuare su questa strada. Ci vuole grande giudizio e mentalità, non pensare che siamo diventati tutti bravi”, ha affermato. Ha poi descritto la prossima sfida come “tosta”, contro un Venezia che “meritava di fare più punti, ti palleggia in faccia e ti prende uomo su uomo”.

Gattuso ha insistito sulla necessità di mantenere alta la concentrazione. “Quel poco che abbiamo fatto lo abbiamo ottenuto perché abbiamo giocato di squadra, siamo stati sul pezzo e abbiamo tenuto il famoso elmetto”.

L’allenatore ha chiesto al gruppo di isolarsi dalle voci esterne. “Non voglio che si parli di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro, preparare le partite e allenarci. L’extra campo non ci interessa”.

Ha poi fornito un aggiornamento sulla condizione della rosa. “Cataldi è con noi, Marusic sta correndo e dopo la sosta sarà a disposizione. Per Rovella aspetteremo giovedì o venerdì prossimo. Doekhi si è allenato ed è disponibile, mentre Isaksen ha avuto piccoli problemi ma ci sarà”.

Un passaggio significativo ha riguardato la percezione del suo lavoro. “Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan. Con 77 punti non sono andato in Champions, e se avessimo vinto l’ultima partita saremmo stati secondi”, ha ricordato. “Io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Quando ti battezzano ‘Ringhio’ è normale, ma questo è un altro lavoro”.

Ha aggiunto che la sua visione tattica è distante dal suo stile da giocatore. “Un calciatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava. Noi vogliamo rischiare, portare tantissimi uomini nella metà campo avversaria, non c’è bisogno di un Gattuso in campo”.

Gattuso ha chiuso definitivamente il capitolo legato a Mauro Icardi. “Finiamo questo casino. Nessuno discute il valore di un giocatore che ha fatto 250 gol in carriera, ma abbiamo fatto delle scelte precise. Abbiamo preso Pinamonti e Gudmundsson”.

Ha spiegato la decisione in termini di coerenza e di equilibri di spogliatoio. “Quando si spendono parole con i giocatori non ti puoi incartare. Con tutto il rispetto per Icardi, ne ho parlato col presidente e col direttore, è giusto rimanere così. Abbiamo già giocatori che devono stare fuori”.

In chiusura, il tecnico ha voluto rivolgere un pensiero ai tifosi. “Devo chiedere scusa perché mi sono fatto prendere dal nervosismo. Non ho ringraziato i 10 mila che sono venuti a tifare e ho commesso un errore. Li ringrazio e spero in futuro ce ne saranno ancora”.

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