Un’epoca si è formalmente conclusa in casa nerazzurra. Piero Ausilio, per anni figura di riferimento dell’area sportiva, ha detto addio al mondo Inter con un gesto significativo e personale, chiudendo un capitolo lungo e ricco di successi.
In una mattinata di lavoro, l’ex dirigente si è presentato al Suning Training Centre di Appiano Gentile. L’arrivo, avvenuto poco dopo le dieci, è stato un momento carico di emozione, pensato per congedarsi di persona da coloro con cui ha condiviso il percorso quotidiano: i giocatori, lo staff tecnico e tutti i collaboratori. L’incontro è durato circa un’ora; Ausilio ha lasciato il centro sportivo dopo le undici, dopo aver scambiato parole sentite con tutti i presenti.
A rendere l’occasione ancora più simbolica c’era la presenza dell’amministratore delegato Beppe Marotta e di Dario Baccin. La loro partecipazione ha sottolineato una transizione gestita in armonia, un passaggio di consegne ufficiale che vede proprio Baccin, già braccio destro di Ausilio, assumere il ruolo di nuovo direttore sportivo, garantendo così piena continuità alla strategia del club.
Questo momento ha rappresentato un vero e proprio cambio della guardia all’interno della dirigenza operativa. La notizia della separazione, sebbene nell’aria, ha colto di sorpresa gran parte dello spogliatoio. Secondo quanto emerso, molti dei leader della squadra, da Lautaro Martinez a Hakan Calhanoglu, non si aspettavano un saluto così imminente e definitivo, manifestando stupore e affetto per il dirigente.
Particolarmente significative sono state le parole di Federico Dimarco, uno dei giocatori simbolo del legame con la società. “Non mi aspettavo il suo addio, è una persona a cui sono molto legato”, ha dichiarato l’esterno. “Ha fatto tanto per l’Inter, abbiamo vinto molto insieme”. Queste frasi testimoniano il profondo rapporto umano e professionale costruito negli anni.
Il mandato di Ausilio è stato caratterizzato da importanti trionfi, tra cui la conquista di uno Scudetto, di diverse coppe nazionali e il raggiungimento di una finale di Champions League. Oltre ai risultati sportivi, il dirigente è stato apprezzato per la sua capacità di creare un ambiente coeso e per aver portato a Milano talenti che si sono rivelati fondamentali per i recenti cicli vincenti.
Come ultimo atto di questo percorso, è stata smentita la voce di una sua possibile presenza allo stadio Meazza per la partita contro il Napoli. La scelta sembra essere quella di un taglio netto, per permettere alla squadra di concentrarsi sul campo e al nuovo assetto dirigenziale di operare con piena autonomia fin da subito. Si chiude così la sua lunga avventura con i colori nerazzurri, un’esperienza che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia recente del club.





