Elezioni in Iraq, al-Abadi vuole la riconferma dopo la guerra all’Isis

Il premier uscente punta al bis. Alle urne 25,5 milioni di cittadini per la quarta volta dopo la fine del regime

Lp - AFP PHOTO / AHMAD AL-RUBAYE

BAGHDAD (Giuseppe Palmieri) – L’Iraq torna a votare dopo la guerra con l’Isis. In queste ore 24,5 milioni di cittadini saranno chiamati a scegliere il nuovo governo, per la quarta volta dalla fine del regime di Saddam Hussein, che risale al 2003. Secondo i sondaggi, gli sciiti dovrebbero avere la meglio, con i curdi che arretrano e i sunniti, dei quali faceva parte l’ex dittatore, ormai ritenuti residuali.

La regione in tensione per il braccio di ferro Iran-Usa

A differenza del passato, in Iraq il clima sembra sereno e le operazioni si stanno svolgendo senza particolari problemi. La campagna elettorale non è stata accompagnata da violenze e questo rappresenta un buon segnale in un Paese reduce da 15 anni di atrocità di ogni genere. Le misure di sicurezza, in ogni caso, sono accurate e le forze dell’ordine sono mobilitate. Le autorità irachene hanno chiuso lo spazio aereo e le frontiere per evitare problemi. Anche perché la regione attraversa un momento complicato dopo lo strappo tra Stati Uniti e Iran sul nucleare. Con il presidente Donald Trump che ha deciso di uscire dall’accordo e riattivare le sanzioni nei confronti di Teheran.

L’Iraq può scegliere la continuità

Per costituzione in Iraq il capo del governo deve essere espresso dagli sciiti, il presidente dai curdi, e il leader del Parlamento dai sunniti. Il favorito per guidare l’esecutivo è il premier uscente Haider al-Abadi, che può appuntarsi sul petto la medaglia della vittoria contro l’Isis. A sfidarlo c’è li suo predecessore Nouri al-Maliki, il quale, però, si è visto l’Isis entrare in casa e conquistare un terzo del Paese. Ha poche chance di ribaltare il pronostico. C’è curiosità, invece, per il risultato che riuscirà a conseguire Hadi al-Amiri, alla guida della milizia Mounasama al-Badr. E’ stato in esilio in Iran ed ha legami molto forti con il ‘vicino’ impegnato in un braccio di ferro con gli Stati Uniti. L’Iraq decide, purtroppo, ancora una volta ripartendo dalle macerie di una guerra infinita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome