Italia: desertificazione minaccia l’agricoltura

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Suolo arido
Suolo arido

La desertificazione rappresenta una minaccia sempre più concreta per il sistema agricolo italiano. Stefano Masini, responsabile nazionale Ambiente di Coldiretti, ha lanciato l’allarme in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione: siccità prolungata, temperature elevate ed eventi climatici estremi stanno impoverendo progressivamente i suoli.

Il problema principale è la riduzione della capacità dei terreni di trattenere acqua e sostanza organica, elementi fondamentali per la loro fertilità. A questo fenomeno si aggiunge la continua scomparsa di prati e pascoli: negli ultimi cinquant’anni, l’Italia ha visto svanire 2,4 milioni di ettari. Questa perdita ha avuto effetti negativi sulla biodiversità, sull’assetto idrogeologico e sulla capacità generale dei territori di resistere agli impatti del cambiamento climatico.

Per affrontare questa sfida, Coldiretti ha evidenziato la necessità di un duplice intervento, sia sul piano infrastrutturale che su quello gestionale. L’associazione ha richiesto da tempo la creazione di una rete nazionale di invasi, progettata per raccogliere e conservare l’acqua piovana durante tutto l’anno. Questo sistema consentirebbe di ridurre gli sprechi e garantire la disponibilità idrica per le colture durante i periodi più critici.

In parallelo, è fondamentale migliorare l’efficienza delle attuali reti idriche e promuovere il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura. Questa pratica si inserisce in un modello di gestione circolare della risorsa idrica, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza necessari. È altrettanto importante incentivare pratiche agricole sostenibili, capaci di preservare la salute e la fertilità dei suoli nel lungo periodo.

L’innovazione tecnologica è emersa come uno degli strumenti più efficaci per contrastare il degrado del suolo. Già un’impresa agricola su cinque ha adottato soluzioni di agricoltura digitale per ottimizzare l’uso dell’acqua e degli altri fattori produttivi. Sensori installati nel terreno, centraline meteo, immagini satellitari e droni permettono di monitorare in tempo reale lo stato delle colture. Questi dati attivano sistemi di irrigazione di precisione che distribuiscono l’acqua solo dove e quando serve, minimizzando consumi e sprechi.

Un’altra grande opportunità arriverà dalle Tecniche di evoluzione assistita (Tea). Queste metodologie consentono di sviluppare varietà vegetali più resistenti alla siccità, alle alte temperature e alle nuove fitopatie. Il processo accelera meccanismi naturali di adattamento senza introdurre materiale genetico esterno. L’obiettivo finale è coniugare sostenibilità ambientale e competitività delle imprese in un contesto climatico sempre più complesso.

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