Jodar, astro nascente del tennis, sfida Darderi a Roma

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Sport tennis
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Rafael Jodar si è affermato come uno dei protagonisti agli Internazionali di Roma. A soli 19 anni, è diventato il tennista più giovane a raggiungere i quarti di finale del torneo dal 2007, quando ci riuscì Novak Djokovic, e il giocatore con il ranking più alto per la sua età.

Questo risultato lo ha proiettato virtualmente al numero 29 del ranking mondiale. Il suo percorso nel torneo proseguirà con la sfida contro l’italiano Luciano Darderi, reduce da un’importante vittoria. Jodar ha mostrato consapevolezza della difficoltà: “Affrontare un giocatore di casa non è mai facile. Dovrò restare molto concentrato”.

Nonostante la possibilità di una finale contro Jannik Sinner si profili all’orizzonte, lo spagnolo ha preferito mantenere i piedi per terra. “Non mi piace andare oltre con i pensieri, affronto una partita alla volta. Sto giocando a un livello molto alto, ma non mi monto la testa”, ha dichiarato.

Jodar ha espresso grande ammirazione per Sinner, definendolo “un punto di riferimento per il suo impegno e la sua dedizione totale”. Il suo idolo d’infanzia, però, è un altro connazionale. “Sono spagnolo, ovviamente Nadal. Tutto quello che ha ottenuto ha un valore enorme e apprezzo molto il fatto che non abbia perso l’umiltà”.

Una figura centrale nella sua carriera è il padre, Rafa, che ricopre il doppio ruolo di allenatore e manager. “Lui è sempre con me, è il mio punto di riferimento. Cerchiamo di mantenere un rapporto padre-figlio normale, senza parlare troppo di tennis. Sono molto grato per lo sforzo che fa per essere qui”.

Una curiosità riguarda la scelta di avere solo il padre nel suo box durante le partite. “Mi piace perché quando mi giro vedo lui e non mi confondo. Essendo l’unico, quando può occupa una fila intera”, ha raccontato con un sorriso.

Un anno di college negli Stati Uniti si è rivelato fondamentale per la sua crescita personale. “Vivere da solo per un anno ti aiuta molto a maturare, a capire quando e come fare le cose. Devo cercare di essere il più possibile indipendente”, ha spiegato.

Fuori dal campo, Jodar si descrive come un ragazzo semplice che ama il calcio e l’Nba. A Madrid ha omaggiato Jude Bellingham con la sua esultanza dopo una vittoria. Della sua professione apprezza soprattutto la possibilità di viaggiare e conoscere posti nuovi, come Roma, che ha definito “un posto meraviglioso”.

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