Juventus, senza Champions: piano cessioni da 60 milioni

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Cronache sport calcio
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Una sola certezza e una necessità impellente per la Juventus: colmare i 55-60 milioni di euro di minori introiti derivanti dalla mancata qualificazione alla Champions League. L’amministratore delegato Damien Comolli ha definito il suo obiettivo primario per la prossima sessione di mercato: vendere bene per avere margine di reinvestimento. L’obiettivo è riportare la squadra a essere competitiva nel breve termine.

La strategia del club subirà un cambiamento forzato. Se in passato le operazioni sono state finanziate con le cessioni di talenti della Next Gen come Huijsen e Soulé, quest’anno non ci saranno giovani da sacrificare, dato che nessun prodotto del vivaio ha debuttato in prima squadra. La certezza è rappresentata da Kenan Yildiz, considerato incedibile, mentre si valuterà il possibile sacrificio di un big tra Bremer, Cambiaso, Thuram e Conceiçao. L’attenzione si concentrerà quindi sugli esuberi e sui giocatori che non hanno convinto.

Il lavoro di Comolli presenterà diverse sfide. L’operazione più complessa sarà gestire l’obbligo di riscatto di Lois Openda, scattato con il decimo posto in campionato. L’attaccante belga, che il 30 giugno peserà a bilancio per quasi 37 milioni, ha giocato pochissimo e segnato solo due gol, rendendo difficile un suo collocamento a una cifra simile. Anche per Teun Koopmeiners la situazione non è semplice: l’alto ingaggio e il valore residuo a bilancio (31 milioni) riducono il numero di club interessati. Per entrambi, la soluzione più probabile sarà un prestito con diritto o obbligo di riscatto condizionato.

In questo scenario, la dirigenza tenterà di massimizzare i profitti cedendo giocatori con un basso valore a bilancio, così da generare plusvalenze significative. I nomi più interessanti in quest’ottica sono Gatti (valore residuo di 3,6 milioni), Miretti (prodotto del vivaio) e Jonathan David (arrivato a parametro zero). Altri profili cedibili che potrebbero portare liquidità sono Cabal, Di Gregorio e Zhegrova, i cui valori a bilancio sono rispettivamente di 7,5, 11 e 12 milioni di euro.

La strategia ricalcherà in parte quella della scorsa stagione, quando cessioni mirate hanno permesso di ricavare oltre 30 milioni di plusvalore. Quest’anno, tuttavia, l’assenza degli introiti della Champions League rende l’abilità nel vendere non solo un’opportunità, ma una necessità assoluta. Il budget per il mercato in entrata della Juventus dovrà essere costruito quasi interamente dalle uscite.

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