Kike Perez è stato il simbolo della promozione del Venezia. Dopo aver trascinato la squadra in Serie A, il centrocampista spagnolo ha raccontato le emozioni di una stagione indimenticabile, fissando gli obiettivi per il futuro. La sua immagine sulla traversa del Penzo è l’icona di una festa che lo ha visto protagonista assoluto, dal megafono sotto la curva al corteo acqueo in Canal Grande.
“È stato l’anno più felice della mia vita”, ha confessato il giocatore, descrivendo le celebrazioni come una “autentica follia” possibile solo a Venezia. Il suo contributo è andato oltre il carisma: la stagione si è chiusa con numeri da record, nonostante gli 8 legni colpiti, un dato che lo pone tra i più sfortunati d’Europa.
Le statistiche confermano il suo dominio tecnico. Con 3 gol e 7 assist, Perez è stato il calciatore che in Serie B ha creato più occasioni su azione (61), ha effettuato più passaggi nell’ultimo terzo di campo (881) ed è stato secondo per partecipazione ai tiri (147). “Sono molto orgoglioso di quello che ho fatto”, ha commentato, sottolineando come il centrocampo sia stato un punto di forza.
Il successo del Venezia si è basato su un equilibrio perfetto, con il miglior attacco e la miglior difesa del torneo. Un traguardo fissato a inizio anno con l’allenatore Giovanni Stroppa, al quale Perez ha riconosciuto meriti decisivi: “È un tecnico esigente, ha tirato fuori il meglio da ciascuno di noi a livello calcistico e mentale”.
Ora lo sguardo è rivolto alla Serie A con un obiettivo chiaro: la salvezza. “Dobbiamo fare di tutto per rimanere nella categoria, è troppo importante”, ha affermato. Forte della sua passata esperienza, Perez sa che l’approccio sarà cruciale: “Dovremo capire in fretta che cambia tantissimo, iniziare bene e sfruttare le partite in casa”.
La precedente retrocessione è servita da lezione per alimentare la voglia di riscatto, motore della promozione. Un’esperienza di cui fare tesoro per la nuova sfida. Felice e integrato, il centrocampista ha infine chiuso a un ritorno in Spagna: “Sto benissimo qui, un uomo felice lavora meglio”.





