Il Milan ha istituito un dipartimento chiamato “Player Care”, una struttura creata per assistere i propri tesserati nella gestione di ogni aspetto della vita privata. L’obiettivo è prendersi cura del giocatore e dell’allenatore al di fuori delle attività sportive, garantendo un supporto completo che copre qualsiasi necessità, dalle più semplici alle più complesse.
Questa divisione si occupa di tutto ciò che non riguarda il campo di allenamento di Milanello. Il servizio va dalla prima accoglienza di un nuovo acquisto, con la ricerca di un alloggio temporaneo e poi definitivo, fino all’organizzazione di eventi privati come le feste di compleanno per i figli. L’assistenza è fornita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con un raggio d’azione potenzialmente illimitato per risolvere ogni tipo di problema.
A capo del settore è stato posto Alberto Marangon, che ricopre anche il ruolo di team manager e direttore organizzativo della parte sportiva. Marangon coordina un team di due persone, entrambe under 35, che si dedicano materialmente alla risoluzione dei problemi di calciatori, staff e delle loro famiglie. La loro missione è un problem solving costante, che spazia dalla macro esigenza, come la burocrazia per un permesso di soggiorno, al dettaglio più piccolo.
Quando la direzione sportiva ha comunicato l’ingaggio di un nuovo calciatore, il team manager ha preso contatto con lui per comprendere le sue esigenze primarie. La prima informazione cruciale è stata sapere se il giocatore sarebbe arrivato da solo o con la famiglia, per predisporre una sistemazione adeguata. Al nuovo tesserato è stato poi inviato un dossier personalizzato che spiega la filosofia del club, il regolamento interno, il funzionamento di Milanello, gli obblighi media e marketing con gli sponsor e una guida alla città di Milano, con suggerimenti per la ricerca della casa. La personalizzazione è massima: se un giocatore ha un animale domestico, la ricerca si è orientata su soluzioni abitative con giardino.
L’arrivo con la famiglia ha attivato un’assistenza ancora più capillare. Il Player Care si è occupato dell’iscrizione dei figli a scuola o all’asilo, fornendo un supporto quasi quotidiano nelle prime settimane di ambientamento. L’obiettivo del club è sempre stato quello di creare un ambiente familiare, facendo sentire il giocatore e i suoi cari “a casa”. Questa filosofia, ereditata dalla gestione Berlusconi, è un vanto per la società rossonera.
Il lavoro del dipartimento richiede una profonda empatia e la conoscenza di più lingue, per entrare subito in sintonia con i nuovi arrivati e le loro famiglie. L’efficienza del servizio si manifesta nella capacità di anticipare le necessità, come l’organizzazione del babysitting o l’iscrizione dei figli a scuole calcio o corsi di altre discipline sportive.
L’ambito di intervento del Player Care è vastissimo e richiede una fitta rete di contatti in ogni settore. Il team ha gestito richieste che vanno dalla prenotazione di ristoranti o viaggi, all’organizzazione di gite in elicottero, fino all’assistenza in emergenze come il furto di un’auto, una gomma a terra o un guasto domestico. Gli interventi sono stati eseguiti con la massima rapidità. Inoltre, il dipartimento ha fornito supporto per la gestione di documenti, passaporti e permessi di soggiorno, offrendo anche consulenza legale per la stipula di contratti di affitto.
Il Milan ha ritenuto che garantire serenità nella vita privata sia un investimento per migliorare il rendimento in campo. Sebbene alcuni possano percepire questi servizi come eccessivi, la dirigenza li considera uno strumento fondamentale per mettere i propri professionisti nelle migliori condizioni possibili. Nessun giocatore è obbligato a usufruire del Player Care; alcuni preferiscono gestire la propria vita in autonomia. Tuttavia, il club ha sempre messo a disposizione questa risorsa, seguendo il motto: “Pensa a giocare, al resto pensiamo noi”.





