A pochi mesi dal suo trasferimento in Qatar, Luis Alberto ha riaffermato il suo profondo legame con la Lazio, club che ha definito ‘la sua vita’. Dal suo nuovo club, l’Al-Wakrah, che condivide i colori sociali biancocelesti, il fantasista spagnolo ha espresso la sua nostalgia per la squadra con cui ha vinto tre trofei, promettendo di tornare all’Olimpico come tifoso.
Tra i ricordi più vividi c’è la vittoria dell’ultima Coppa Italia nel 2019. Il ‘Mago’ ha ricordato lo sprint dopo il gol di Correa e l’unione di quel gruppo, definito ‘una famiglia’. Ha ammesso di non essersi accorto del fallo di mano di Bastos che avrebbe potuto cambiare la partita, sottolineando come certi episodi facciano parte del calcio. Quella squadra, ha spiegato, aveva creato una ‘magia difficile da raccontare’, con un’intesa speciale con compagni come Milinkovic-Savic e Immobile.
Il percorso di Luis Alberto a Roma, però, non è stato sempre in discesa. Il giocatore ha rivelato di aver attraversato un periodo molto difficile nei primi mesi, al punto da considerare di smettere con il calcio. ‘Ero andato nel pallone, luce spenta’, ha confessato. La svolta è arrivata grazie al supporto di un mental coach, una figura che gli ha ‘salvato la carriera’. Ha voluto lanciare un messaggio ai giovani, incoraggiandoli a cercare aiuto professionale. Fondamentale è stato anche il ruolo dell’allora ds Igli Tare, che ha creduto in lui monitorandone i progressi.
Nel corso dell’intervista ha parlato anche del rapporto con i suoi allenatori. Ha descritto Simone Inzaghi come ‘un padre’, colui che lo ha lanciato definitivamente dietro la punta, dando il via alla sua ascesa. Un rapporto basato sulla fiducia e sulla libertà in campo. Complesso, invece, l’inizio con Maurizio Sarri: ‘All’inizio non ci potevamo vedere’. Tuttavia, proprio da quel confronto schietto è nato un legame solido, basato sulla stima reciproca. Luis Alberto ha definito l’attuale tecnico un ‘valore aggiunto’ che meriterebbe un trofeo.
Il centrocampista ha anche riflettuto sulla stagione 2019-20, interrotta dalla pandemia, esprimendo la convinzione che senza lo stop la sua Lazio avrebbe potuto vincere lo scudetto. ‘Con l’Olimpico vuoto si perse la magia’, ha commentato, ricordando l’impatto del pubblico sulle prestazioni.
Guardando al futuro, Luis Alberto ha ammesso di pensare al ‘dopo’. Ha espresso il desiderio di intraprendere la carriera da allenatore. Alla domanda su un possibile ritorno alla Lazio, ha risposto con un sorriso, lasciando aperta una porta: ‘Magari torno da mister’.







