Milan, Cardinale deluso: la dirigenza è a rischio

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Cronache sport calcio
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La direttiva in casa Milan è chiara: concentrare ogni energia per conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. Solo al termine del campionato, però, arriverà il tempo delle analisi definitive, e il piazzamento finale non sarà l’unico criterio per decidere chi guiderà il club nel futuro.

Il proprietario Gerry Cardinale non ha nascosto la propria delusione per la recente involuzione della squadra, per i risultati negativi e per alcune scelte dirigenziali. Dopo un percorso stagionale fin lì positivo, il numero uno di RedBird non si aspettava un crollo così netto e ha avviato una profonda riflessione sulle cause e sulle responsabilità. La sua volontà di vincere e investire nel club è immutata, ma ora si interroga su quali saranno gli uomini giusti per portare avanti il progetto.

Di conseguenza, la permanenza dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore tecnico Geoffrey Moncada e del consulente Zlatan Ibrahimovic non è più scontata. Anche la posizione dell’allenatore Stefano Pioli è in bilico, nonostante un contratto in essere. Per proseguire insieme, infatti, sarà indispensabile una totale condivisione della visione futura. Cardinale è consapevole che la qualificazione Champions è ancora alla portata della squadra, che resta padrona del proprio destino.

Con questo spirito, ha mantenuto un dialogo costruttivo con dirigenza e tecnico, chiedendo massima concentrazione per le prossime partite. Essere lontano da Milano lo aiuta a valutare con più lucidità, ma chi gli è vicino lo descrive come molto coinvolto e infastidito dalla sconfitta. Si aspetta una reazione d’orgoglio immediata per non compromettere del tutto l’annata.

Il rischio, in caso di fallimento dell’obiettivo, è quello di un azzeramento completo dell’area sportiva. Un nuovo management e una nuova guida tecnica comporterebbero una ricostruzione impegnativa, con pesanti ripercussioni anche a livello economico. Una stagione senza gli introiti della Champions League metterebbe a dura prova il bilancio, rendendo quasi inevitabile la cessione di giocatori importanti.

Il marchio Milan, per crescere, ha bisogno del palcoscenico più prestigioso. Tutto il resto verrebbe percepito come un ridimensionamento. Le prossime partite saranno decisive non solo per la classifica, ma anche per gettare luce sul futuro di un club che Cardinale spera di non dover rivoluzionare, pur essendo pronto a farlo se necessario. Le decisioni finali verranno prese solo a stagione conclusa.

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