Mafia, operazione contro il clan ‘Cappello-Bonaccorsi’: 8 arresti a Catania

Tre mesi fa lo stesso clan minacciò di uccidere un giornalista

Foto Direzione Investigativa Antimafia/LaPresse

Catania (LaPresse) – I carabinieri, dalle prime ore del mattino, stanno eseguendo un provvedimento restrittivo a Catania, Palermo e Siracusa. E’ stato emesso dal gip del tribunale etneo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Nei confronti di otto persone appartenenti al clan ‘Cappello-Bonaccorsi’. Sono ritenute responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico. Ed allo spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini dei militari hanno evidenziato la pervasiva attività di controllo territoriale, la gestione dei flussi di denaro e droga da e per le piazze di spaccio di pertinenza del clan.

Tre mesi fa lo stesso clan minacciò di uccidere un giornalista

‘Cosa nostra’ voleva uccidere il giornalista Paolo Borrometi. Perché “un murticeddu ogni tanto serve” e a un cronista d’inchiesta bisogna dare “una calmata”. E’ quanto emerge nell’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Catania. Ha portato all’arresto di quattro persone. Il clan catanese dei Cappello, su richiesta del boss siracusano Salvatore Giuliano, “stava per organizzare un’eclatante azione omicidiaria” per “eliminare lo scomodo giornalista”. Così scrive la gip Giuliana Sammartino nell’ordinanza di custodia cautelare. In carcere sono finiti Giuseppe ‘Peppe Marcuotto’ Vizzini, 54 anni, Simone Vizzini, di 29, e Giovanni Aprile, 40, mentre il 24enne Andrea Vizzini si trova ai domiciliari. L’accusa è di minacce e danneggiamenti aggravati dalle modalità mafiose. Svolta dalla polizia di Stato, l’indagine fa luce anche sull’attentato dinamitardo avvenuto a fine 2017 ai danni dell’automobile dell’avvocato Adriana Quattropani.

Ester Castano

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