Malagò, il CONI valuta il caso tesseramento

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Cronache sport calcio
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Il futuro istituzionale di Giovanni Malagò è al centro di una delicata valutazione da parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. La questione è emersa in seguito alle osservazioni trasmesse dalla Procura Generale dello Sport, guidata da Ugo Taucer, che ha messo in discussione la regolarità del tesseramento sportivo di Malagò, sollevando dubbi sulla sua candidabilità per ruoli federali.

Il fascicolo, che il procuratore Taucer ha deciso di non archiviare, è stato formalmente inoltrato al CONI. Spetterà ora alla Giunta del Comitato esaminare la questione e stabilirne la portata, aprendo uno scenario complesso per la governance dello sport italiano.

La palla passa dunque a Luciano Buonfiglio, che in questa fase gestisce il dossier per conto del Comitato Olimpico. Nonostante sia già in calendario una riunione della Giunta per il 15 settembre, Buonfiglio ha subito smorzato le attese di una risoluzione rapida, sottolineando la necessità di agire con la massima cautela.

“È una vicenda che non avrei mai voluto si formalizzasse”, ha dichiarato a margine di un evento istituzionale. “Detto ciò, va valutata con estrema attenzione. Il CONI e il suo presidente cercheranno di non commettere errori”. Le sue parole indicano che il tema potrebbe non essere all’ordine del giorno nella prossima seduta, in attesa di approfondimenti.

Interrogato sulla possibilità di un commissariamento, l’ipotesi più drastica, Buonfiglio ha ribadito la volontà di mantenere l’indipendenza dell’organo di governo dello sport. “Io non mi faccio influenzare né da destra né da sinistra”, ha affermato con nettezza, respingendo qualsiasi potenziale pressione esterna.

Ha poi aggiunto che procedere a una valutazione approfondita “non è un diritto, ma un dovere del presidente del CONI”. Questa precisazione rafforza il concetto di un percorso istituzionale rigoroso, volto a tutelare l’integrità del sistema sportivo prima di ogni altra considerazione.

Alla stessa presentazione ha partecipato anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il quale ha mantenuto una posizione di formale rispetto per i ruoli. “È un tema che sta affrontando la giustizia sportiva a ogni suo livello”, ha commentato, riconoscendo la competenza degli organi preposti.

Abodi ha evidenziato come le norme, sia quelle sportive sia quelle statali, siano note, “al di là della loro interpretabilità”. Ha quindi concluso definendo il proprio ruolo: “Sono un osservatore rispettoso ma interessato”, una formula che bilancia il rispetto per l’autonomia dello sport con l’attenzione del governo verso una vicenda di rilevanza nazionale.

La vicenda del tesseramento di Malagò si profila quindi come un importante banco di prova per il sistema sportivo italiano. La prudenza manifestata dal CONI suggerisce che l’iter sarà lungo e ponderato, con l’obiettivo di arrivare a una decisione inattaccabile dal punto di vista legale e procedurale.

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