Manovra, a gennaio il voto per il dl pensioni

Restano dubbi sulle modalità del reddito, possibili scontri tra Lega e 5 Stelle

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

ROMA – Sono giorni decisivi per la manovra del governo gialloverde. In attesa dell’appuntamento in Camera del 28 dicembre, si prospetta un gennaio caldo in cui lo scontro tra i due partiti al governo potrebbe riemergere.

Manovra, il prossimo appuntamento è il 28 dicembre

La convocazione dell’Aula della Camera per la discussione e il voto della manovra, precedentemente prevista per il 27 è stata poi fissata al 28 dicembre, alle ore 9,30. L’ok definitivo alla manovra è dunque previsto per venerdì, ma non tutti i nodi risultano risolti. Restano dubbi sulle modalità del reddito, con la Lega che spinge perché i 780 euro siano erogati alle imprese che assumono, e il M5S che invece appare tutt’altro che convinto dal recedere dalla destinazione originaria dei fondi.

Su una cosa non c’è dubbio. Come ha annunciato il vicepremier Salvini, nessuno spazio per i furbetti dell’Isee. Chi risulterà proprietario di “case o macchinoni non vedrà un centesimo di euro” ha ribadito il leader della Lega.

A gennaio si vota per il decreto legge sulle pensioni

Come ha fatto sapere il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, il decreto legge sulle pensioni dovrebbe essere approvato tra il 10 e il 12 gennaio. Tra le norme sulla previdenza presenti, ci saranno l’accesso alla pensione con la cosiddetta quota 100, il blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, la proroga dell’Ape sociale e l’opzione donna. Assente invece dal testo l’abbassamento dal 2,8 a 2 volte il trattamento minimo della soglia per l’accesso alla pensione anticipata nel regime contributivo. “Nessun pensionato italiano prenderà di meno nel 2019 rispetto al 2018“, ha precisato il ministro degli Interni Matteo Salvini.

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