Manovra, il governo sprinta sulla tassa unica per la casa. Domani Conte vede i sindacati

Lontano dai palazzi e dalle discussioni dell'esecutivo, rimane il problema della tassazione delle imprese

Foto Emmanuel Dunand / AFP in foto Giuseppe Conte

ROMA – Avanti sulla tassa unica per la casa. Con il mese di settembre la manovra 2020 è alle porte e gli interventi sul fisco sono in primo piano sul tavolo giallorosso. “Bisogna portare a compimento il percorso di unificazione tra Imu e Tasi, è un’operazione che si può fare subito”. Questo è il ragionamento del nuovo viceministro all’Economia Antonio Misiani. In Parlamento, infatti, l’iter è in fase avanzata e da parte dell’esecutivo la misura è ritenuta “di assoluto buonsenso”.

La proposta

In effetti la proposta di fusione è già in discesa, con il testo già pronto all’uso elaborato prima della pausa estiva dal vicepresidente della commissione finanze della Camera, Alberto Gusmeroli. Dal punto di vista formale la nuova Imu (imposta municipale sugli immobili) sostituirebbe l’imposta municipale propria (Imu) e la ‘vecchia’ Tasi (tributo per i servizi indivisibili).

La nuova Finanziaria

Ma per la nuova Finanziaria c’è di più. Secondo Misiani nell’arco del triennio 2020-22 l’intenzione è “costruire un significativo intervento di riduzione del cuneo fiscale e anche interventi relativi all’imposizione fiscale sulle imprese”. Tutto già in fase di valutazione, con un paletto principe: “Bisogna bloccare l’aumento dell’Iva e avviare un taglio del cuneo fiscale a totale vantaggio dei lavoratori”. E se sulle partite Iva la riflessione è “solo all’inizio”, proprio la riduzione delle tasse sul lavoro sarà uno dei temi sul tavolo dell’incontro in scena domani a Palazzo Chigi tra il Giuseppe Conte e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

L’incontro con i sindacati

Il governo sul dossier potrebbe stanziare quasi 5 miliardi, ma l’impressione è che i sindacati chiederanno di più. Da parte di Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo ci sarà la rivendicazione delle priorità elencate nella piattaforma comune che mette al primo posto il salario minimo e l’attenzione ai lavoratori dipendenti. Ecco perché sul tavolo ci saranno gli interventi di rivalutazione delle pensioni, attenzione al pubblico e lotta all’evasione fiscale.

La tassazione delle imprese

Lontano dai palazzi e dalle discussioni di governo, rimane il problema della tassazione delle imprese. E se Misiani ha rassicurato (“Sicuramente la pressione fiscale sarà ridotta rispetto all’andamento a legislazione vigente”), la Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, mette in evidenza numeri che fanno riflettere. Il Total tax rate per artigiani e piccole imprese, ovvero l’aliquota fiscale totale media sui profitti delle pmi, quest’anno scenderà sotto il 60 per cento: per la precisione al 59,7 per cento contro il 61,2 per cento del 2018.

Tornando quasi ai livelli del 2011, quando era al 59 per cento. Cifre in calo quindi, ma ancora negative per gli imprenditori: per il presidente Vaccarino “la tassazione è sempre molto alta, siamo quasi al 60%. Chiediamo al nuovo governo di lavorare molto sulla diminuzione della pressione fiscale”. Un altro messaggio per la manovra 2020, puzzle di non facile soluzione per il titolare del Mef Roberto Gualtieri.

(AWE/LaPresse/di Alessandro Banfo)

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