Martino da sostituire in giunta: Moderati e dem contro Tenga

Martino da sostituire in giunta, Moderati e Dem contro Tenga
Martino da sostituire in giunta, Moderati e Dem contro Tenga

CASERTA (Roberto Della Rocca) Sono state giudicate alquanto improvvide e ingenerose le esternazioni del consigliere comunale Donato Tenga. Già sabato mattina Cronache aveva annunciato che, tra le tensioni presenti in maggioranza figuravano anche quelle generate dall’insoddisfazione del consigliere Tenga. Tenga non tollera più il fatto di dover essere uno dei consiglieri che contribuisce a mantenere in giunta l’assessora al Bilancio Gerardina Martino assegnata al gruppo consiliare ‘Origini’ per non scontentare Gennaro Oliviero a cui Martino ha sempre fatto, politicamente all’interno del Partito Democratico, riferimento. La decisione, un anno fa, fu assunta dal sindaco Carlo Marino e, come per l’incarico concesso a Luigi Bosco, si era parlato di una scadenza a 12 mesi. La questione Martino è doppiamente delicata visto che tocca le corde di un Pd già in fibrillazione per il congresso e con rivendicazioni da fare anche in consiglio comunale. Bene, in questo contesto, Donato Tenga, durante una delle riunioni che si sono avute in settimana al Comune, ha tirato fuori dal cilindro la carta dell’uscita dal gruppo consiliare in cui ‘convive’ con il capogruppo Francesco Guida, non pervenuto sul tema. La richiesta è quella di sbarazzarsi della Martino per procedere all’indicazione di un assessore che sia, realmente e non a scrocco, assessore del gruppo consiliare. In questo caso la scelta, dovrebbe cadere proprio su Tenga o sul recupero del primo dei non eletti ed ex assessore Alessandro Pontillo. La minaccia di uscire dal gruppo e dichiararsi indipendente non sposterebbe di un centimetro la solidità della maggioranza ma il tempismo con cui ha esternato il suo pensiero e gli ha conquistato il feroce antagonismo dei colleghi di maggioranza.  Tra l’altro è un copione trito e ritrito che Tenga ha già interpretato (era già successo quando era consigliere di maggioranza nel centrodestra del sindaco Pio Del Gaudio). Esternata la minaccia, come prevedibile, è scoppiato il putiferio. Non c’è un consigliere comunale di maggioranza che ieri mattina non abbia riservato un pensiero al consigliere Tenga. Allo stesso modo, parlando con i consiglieri di centrodestra il ricordo associato a Tenga andava agli anni terribili della caduta degli Dei e della fuga di tutte le seconde e terze linee verso il centro del centrosinistra, Tenga compreso. In maggioranza pare che non si aspettasse altro. Il consigliere di Origini viene ritenuto dai colleghi di maggioranza uno dei più ‘beneficiati’ dall’amministrazione, lui e i suoi riferimenti territoriali (tecnici e non). Ci sono i 50mila euro al cognato per i lavori alla villetta di Padre Pio, ma anche altri 15mila euro per il liceo Giannone elargiti dalla Provincia (ed è superfluo ricordare il voto  del gruppo Origini a favore del presidente della Provincia Giorgio Magliocca il 18 dicembre scorso). Si segnalano anche gli inserimenti strategici nei gruppi del servizio civile universale (tra gli altri si segnalano il figlio di una cugina e un riferimento di Mario Assirelli a lui legato) oltre che l’incarico al fratello Agostino, ex dirigente e che si continua ad occupare, a titolo gratuito salvo il rimborso spese, del Belvedere dopo il pensionamento. Tutto questo non deve provocare indignazione o conati di vomito in quei pochi benpensanti e disillusi che ancora resistono. Questa è la politica, baby, e non solo a Caserta. Se ci fosse stato il centrodestra alla guida della città sarebbe stato lo stesso. Premesso che la lottizzazione è connaturata all’arte di governo, è altrettanto chiaro che quello che ‘ha avuto’ Tenga lo hanno ottenuto in proporzione tutti quanti gli altri con la differenza che gli altri, pur scontenti dal rinvio della questione rimpasto, mantengono tutti un rigoroso silenzio. Proprio per questo in maggioranza, tanto i democratici quanto i moderati, nessuno sarebbe scontento da una sua fuga. Anzi sono soprattutto i moderati a vedere l’esagitazione di Tenga come un fattore negativo. Anche loro, come il Pd, si stanno organizzando per il futuro come dimostra il consenso manifestato dal consigliere regionale Giovanni Zannini al progetto di Luigi Bosco. Un progetto che punta a replicare quell’asse tra Parlamento Europeo (che decide come e a chi erogare i fondi), Regione Campania (che incamera i fondi e li distribuisce sui territori) e amministrazioni comunali. Anche qui nulla di nuovo, tutto già visto quando il vento era in poppa al centrodestra all’epoca raccolto sotto il simbolo del Popolo della Libertà. Quanti soldi sono arrivati in Terra di Lavoro grazie all’asse Salvatore Tatarella (scomparso nel 2017 e fratello di Pinuccio), Enzo Rivellini, eletti all’europarlamento nel 2009, Angelo Polverino (consigliere regionale dal 2010) e i sindaci della filiera. Tanti e, tra l’altro, spesi malissimo. Siccome la stabilità piace a tutti al Comune è probabile che il sindaco decida già in settimana sul caso Tenga.

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