Mercedes, la strategia di Antonelli divide ma è legale

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Cronache sport formula1
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Le perplessità sono emerse dalle dichiarazioni di Oscar Piastri, il quale ha sospettato una differenza tra il motore della sua McLaren e le power unit Mercedes di Kimi Antonelli e George Russell. Gli ingegneri di Brackley avrebbero ideato una soluzione per sfruttare il potenziale della power unit in modo diverso rispetto ai team clienti, come confermato dal Team Principal Andrea Stella.

Per comprendere la strategia, è utile analizzare il giro della pole position di Kimi Antonelli a Silverstone. Un confronto con il secondo classificato, Charles Leclerc, ha mostrato che all’uscita dell’ultima variante il pilota italiano aveva un vantaggio di soli 6 millesimi sulla Ferrari. Pochi metri prima del traguardo, però, Antonelli ha sollevato il piede dall’acceleratore.

Questa manovra non è stata un errore, ma una precisa strategia studiata da Mercedes per massimizzare l’uso della potenza elettrica. L’esito è stato un guadagno di 11 km/h di velocità massima rispetto a Leclerc in poche centinaia di metri, un vantaggio decisivo per il tempo sul giro.

Il regolamento tecnico stabilisce che sul rettilineo principale l’energia erogata dalla batteria debba diminuire gradualmente, con un taglio di 50 kW al secondo, per evitare decelerazioni brusche. Questo è quanto accaduto sulla Ferrari di Leclerc, la cui spinta elettrica è calata progressivamente come previsto dalla norma.

Sulla Mercedes di Antonelli, invece, la strategia è stata differente. Il pilota ha utilizzato tutti i 350 kW di potenza elettrica disponibili fino a pochi istanti prima della bandiera a scacchi. Solo a quel punto ha alzato il piede, tagliando il traguardo in fase di rilascio ma beneficiando della velocità accumulata in precedenza.

La manovra si è rivelata pienamente conforme al regolamento. La norma sulla riduzione graduale della potenza si applica infatti solo quando il pilota preme l’acceleratore al 100%. La regola non è valida quando “la potenza richiesta dal pilota sia negativa”, ovvero quando il pedale non viene premuto.

In pratica, finché un pilota mantiene l’acceleratore a tavoletta, la Federazione impone il taglio di potenza. Sollevando volontariamente il piede poco prima del traguardo, come ha fatto Antonelli, la regola decade e il pilota può sfruttare la piena potenza più a lungo. Il tempo guadagnato è risultato superiore a quello perso nel breve istante di rilascio. Lo stesso pilota ha definito la guida “innaturale”, confermando però di essersi abituato alla nuova tecnica.

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