Milan e Juventus si annullano, pari a San Siro. Inter a +4

Nessun guizzo e stoccata vincente, complice il campo non in un buone condizioni e il silenzio surreale della 'Scala' del calcio, con appena 5000 spettatori presenti

Kalulu e Dybala e Milan-Juventus (AP Photo/Luca Bruno)

TORINO – Alla fine ride solo l’Inter. Milan e Juventus non si fanno male nel big match di San Siro, in una partita intensa ma poco spettacolare, in cui le difese hanno di gran lunga prevalso sugli attacchi. Nessun guizzo e stoccata vincente, complice il campo non in un buone condizioni e il silenzio surreale della ‘Scala’ del calcio, con appena 5000 spettatori presenti. Non proprio il contesto migliore per una sfida che ha regalato qualche sussulto nel primo tempo e una ripresa sottotono e sotto ritmo da parte di entrambe le squadre, apparse spremute dagli impegni dell’ultimo periodo. Alla fine, probabilmente, ha prevalso la paura di perdere. Anche se il pareggio non può far felice nessuno: il Diavolo vede la capolista Inter – ora a +4 con una partita da recuperare – allontanarsi in vista del derby in programma alla ripresa del campionato, la Vecchia Signora manca il sorpasso all’Atalanta al quarto posto, con un Napoli che sfugge e si candida al ruolo di terzo incomodo nella lotta per il titolo.

La Juve parte meglio, il Milan cresce alla distanza. La contesa di San Siro vive sul fil dell’equilibrio fin da subito, con duelli rusticani in una partita ruvida ma mai cattiva e, soprattutto, nervosa. Gran parte del gioco transita dalla fascia destra bianconera e dalla sinistra rossonera. Le difese prevalgono sugli attacchi, i protagonisti cambiano – Ibrahimovic alza bandiera bianca dopo neanche mezz’ora per un problema alla caviglia – Chiellini accanto a Rugani (de Ligt alle prese con una gastroenterite non è al meglio e si sistema in panchina) fa buona guardia, dalla parte opposta Romagnoli e Kalulu tengono a bada Morata. La sfida vive sui sussulti di Cuadrado e Dybala – il colombiano crea la prima palla gol dopo neanche un quarto d’ora con un tiro a lato – e sulle incursioni di Leao, di gran lunga il più ispirato tra i trequartisti rossoneri. Szczesny compie il suo intervento più difficile al 20′ proprio sul portoghese, mentre la conclusione potente di Calabria attorno alla mezzora finisce di poco alta.

Nella ripresa gli equilibri restano tali. Gli attaccanti faticano, la partita resta accesa ma non cambia mai ritmo, neanche dopo i cambi da una parte (Arthur, Bernardeschi e Kean) e dall’altra (Saelemaekers, Rebic, Bennacer). Morata al 6′ di testa non inquadra la porta, il Diavolo chiude in crescendo approfittando di qualche spazio in più che la Vecchia Signora concede ma Szczesny è sicuro sulle conclusioni di Theo Hernandez e Giroud, che poco prima aveva cercato una improbabile sponda aerea anziché incornare a rete. L’ultima occasione la crea McKennie di testa, ma il maghetto questa volta non compie la magia. Per uno 0-0 che alla fine non accontenta nessuno.

Alberto Zanello (LaPresse)

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