Milan, le nuove certezze di Amorim dopo il Lecce

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Cronache sport calcio
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Una larga vittoria ha permesso di allontanare le critiche e di affrontare la sosta con tranquillità. Il 3-0 inflitto al Lecce ha restituito serenità all’ambiente Milan e in particolare a Ruben Amorim, che era stato messo in discussione dopo la sconfitta europea contro il Benfica. Il tecnico portoghese ha fornito una risposta sul campo, presentando una squadra trasformata nell’atteggiamento tattico e in alcuni interpreti chiave.

Il campo dirà se si sia trattato di una parentesi o se l’allenatore abbia trovato la formula giusta per il suo Milan. La sensazione è che il successo sulla squadra di Di Francesco abbia consegnato ad Amorim delle solide certezze da cui ripartire dopo la pausa per le nazionali, con l’obiettivo di dare alla squadra una fisionomia definita.

La prima partita da titolare di Christian Pulisic ha rivelato una verità intuibile: esiste un Milan con lo statunitense e uno senza. Nessun altro giocatore in rosa possiede le sue caratteristiche per garantire imprevedibilità sulla trequarti. L’azione del primo gol ne è la prova: Pulisic ha attaccato la profondità, ha ricevuto un lancio preciso da Pavlovic con uno stop pregevole e ha superato il portiere Falcone in uscita.

Altri trequartisti come Loftus-Cheek o Saelemaekers non hanno la stessa capacità di inserimento. Inoltre, sebbene Pulisic non segnasse da 266 giorni, a livello realizzativo rimane superiore ai suoi compagni di ruolo. Lo statunitense sa inoltre essere decisivo in più modi, dai tagli che spaccano la difesa al gioco di sponda, come dimostrato nell’azione del 2-0 di Rabiot, avviata da un suo tocco di prima. In futuro, sarà difficile per Amorim fare a meno di lui.

Sul piano tattico, la gara contro il Lecce ha dimostrato che Amorim non è più il tecnico integralista del passato, legato al modulo 3-4-2-1. Contro i salentini, il Milan si è disposto in più fasi con una difesa a quattro, allargando Gila sulla destra e abbassando Estupinan a sinistra.

Questa mossa ha sorpreso l’avversario e ha facilitato il piano gara dei rossoneri, consentendo a Chukwueze di non esaurire le energie in continue corse a tutta fascia. L’aspetto più importante è che l’allenatore ha proposto una soluzione diversa, dimostrando di aver imparato dagli errori e di aver capito che il monoteismo tattico in Italia non paga nel lungo periodo.

Infine, ci sono le scelte di formazione. In mediana, Luka Modric si è confermato un valore aggiunto inestimabile nelle partite dominate, specialmente con Adrien Rabiot al suo fianco. Il francese è tornato a centrocampo dopo alcuni esperimenti sulla trequarti e ha trovato il suo primo gol stagionale a San Siro. Rabiot ha dimostrato di poter giocare ovunque, ma non di poter restare fuori. Amorim avrà ora quasi tre settimane per consolidare queste nuove fondamenta.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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