Milano, picchiato a morte a 2 anni: piangeva per i piedi bruciati con un accendino

MILANO – Gli hanno bruciato i piedi con un accendino, ustionandogli la giovane pelle con la fiamma: è questo per cui piangeva il piccolo Mehmed, il bambino di due anni ucciso a Milano dal padre Aliza Hrustic. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti sarebbe questo il motivo delle lamentele del bimbo. Un pianto che ha portato il genitore 25enne, non riuscendo a dormire, a picchiarlo fino a togliergli la vita. “Mi sono alzato e gli ho dato dei pugni, forse anche dei calci” ha ammesso Hrustic.

I piedi del piccolo Mehmed legati e bruciati con la fiamma, le garze messe dalla madre

Sono nuovi, inquietanti particolari quelli che emergono sulla morte del piccolo Mehmed. Dettagli che tratteggiano un quadro oscuro di una casa in cui, fra le quattro mura, avvenivano vere e proprie torture. Secondo le prime ricostruzioni è infatti proprio questo il motivo per cui il corpo del bambino è stato trovato con i piedi legati. Una punizione inumana, un gioco crudele o solo un modo per nascondere quanto avvenuto, poco importa: gli avrebbero bruciato i piedi con un accendino. Come una tortura da inquisizione medievale. Le garze, invece, sembra siano state messe dalla madre. In un primo momento gli investigatori avevano pensato fossero state usate per tenerlo fermo. Ma potrebbero essere state messe per coprire la tortura ai danni del piccolo.

Chiesta la convalida del fermo per Hrustic, nelle prossime ore l’autopsia

Mentre l’opinione pubblica è sconvolta dall’orrore per il brutale omicidio del piccolo Mehmed si attende l’interrogatorio del 25enne Hrustic. L’esame sul corpo del piccolo servirà a stabilire la causa del decesso e se, e da quanto tempo, il bambino subiva violenza in casa. Sul corpo del bambino sono stati infatti trovati diversi segni di violenza. Il primo esame effettuato dai medici legali ha però consentito di stabilire che alcuni ematomi erano già vecchi. Forse di settimane. Segni, come le ustioni sui piedi, che raccontano una lunga serie di angherie e violenze, nascoste all’ombra delle quattro mura. Il pm ha chiesto la convalida del fermo. Dopo l’interrogatorio il gip deciderà sulla misura cautelare in carcere.

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