Modena, carbonizzata nel 2012: la morte di una prostituta romena fa riaprire il caso

Le forze dell'ordine vorrebbero comparare il dna trovato all'epoca con quello del 34enne arrestato per l'omicidio violenza e tentato sequestro

Incendio LP - AFP PHOTO

MODENA – A distanza di oltre cinque anni si è riaperto il caso relativo alla morte di Anna Gombia. La donna, 75 anni, fu uccisa e carbonizzata nel 2012 a Savignano sul Panaro, paese alle porte di Modana. L’assassino non è stato mai identificato: gli unici elementi nelle mani degli investigatori un bastone, utilizzato per l’omicidio, con il dna di un ignoto. Le forze dell’ordine vorrebbero adesso confrontarlo con quello di Raffaele Esposito, 34anni, arrestato nelle ultime ore per omicidio, violenza sessuale e tentato stupro. L’uomo avrebbe ammazzato e dato alle fiamme la prostituta romena di 31 anni Neata Vasilica Nicoleta.

L’uomo arrestato grazie ad un frammento di un libro

Il 34enne, di Savignano, è stato acciuffato grazie ad un frammento di un libro di scuola trovato sulla scena del delitto. Il piccolo pezzetto di carta riportava il nome della figlia di Esposito. Il corpo carbonizzato della 31enne romena era stato trovato a San Donnino, in periferia, il 10 settembre. Completamente carbonizzato, è stato identificato grazie a un chiodo ‘endomidollare’ che era le era stato impiantato a seguito di un incidente stradale. A quanto pare ne esistono solo due impiantati in Italia.

Esposito ritenuto responsabile di altri due casi

Il 34enne Esposito è ritenuto responsabile anche di altri due casi. La mattina del 24 agosto, a Zocca, l’uomo avrebbe violentato una donna (una conoscente).  L’avrebbe prima imbavagliata e bendata. Poi la notte tra il 29 e il 30 agosto avrebbe ucciso a Modena la 31enne romena per poi bruciare il cadavere a San Donnino, alle porte della città, dove è stata ritrovata.  A chiudere questa terribile escalation, il 2 settembre avrebbe tentato di sequestrare una 18enne a Savignano sul Panaro, presentandosi a lei come un carabiniere e desistendo solo dopo la reazione della vittima.

 

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