Mondragone, finita la fiducia dello Stato: viola l’affidamento in prova e torna in carcere

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

MONDRAGONE – La seconda possibilità, quella concessa dallo Stato per redimersi fuori dalle sbarre di una prigione, è svanita all’alba di oggi, 25 aprile 2026, tra le strade ancora silenziose di Mondragone. Per un 67enne del posto, il patto di fiducia con la giustizia si è spezzato definitivamente. Le ripetute e ostinate violazioni delle regole imposte hanno trasformato la misura alternativa dell’affidamento in prova in un biglietto di sola andata per il carcere. I Carabinieri del Reparto Territoriale locale hanno bussato alla sua porta per notificargli non un semplice controllo, ma un ordine di carcerazione che pone fine alla sua libertà vigilata.

L’uomo stava scontando una pena per un reato grave, di quelli che minano la fiducia nel sistema economico: concorso in bancarotta fraudolenta aggravata. Un crimine che gli era costato una condanna, ma che il sistema giudiziario gli aveva permesso di espiare attraverso l’affidamento in prova al servizio sociale. Un’opportunità, non un diritto, che si fonda sul presupposto del rigoroso rispetto di una serie di prescrizioni: orari da rispettare, luoghi da non frequentare, obblighi di firma e colloqui con gli assistenti sociali. Un percorso finalizzato al reinserimento, che il 67enne ha però interpretato con troppa leggerezza, quasi con sprezzo.

Non si è trattato di una singola dimenticanza o di un passo falso isolato. Le informative redatte dai militari dell’Arma, incaricati del controllo sul suo conto, parlavano chiaro: le inosservanze erano diventate una costante, un modus operandi. Una serie di violazioni sistematiche che, accumulate una sull’altra, hanno costruito un fascicolo pesante finito sulla scrivania dell’Ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati, valutata l’indisponibilità del soggetto a rispettare il patto rieducativo, non hanno avuto altra scelta che tirare una linea netta. La fiducia era stata tradita, il beneficio andava revocato.

Così, il provvedimento restrittivo è diventato esecutivo. Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno rintracciato il 67enne presso la sua abitazione. Con ogni probabilità, l’uomo non si aspettava un epilogo così drastico. Dopo avergli notificato l’ordinanza di sospensione della misura alternativa, i militari lo hanno dichiarato in stato di arresto. Ultimate le formalità di rito presso la caserma del Reparto Territoriale, per lui si sono aperte le porte della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Lì dovrà scontare la pena residua, che ammonta a oltre due anni di reclusione effettiva.

L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di controllo del territorio e di verifica puntuale sul rispetto delle misure alternative alla detenzione. Un’attività silenziosa ma fondamentale che le Forze dell’Ordine portano avanti per garantire che questi strumenti, cruciali per un sistema penale moderno, non si trasformino in una forma di impunità. L’arresto di oggi a Mondragone è un monito severo: la giustizia può tendere una mano, ma è pronta a ritirarla con fermezza di fronte a chi dimostra di non meritare la fiducia concessagli.

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