Italia: transizione climatica a tre velocità

53
Transizione climatica
Transizione climatica

La transizione climatica italiana procede a velocità diverse, delineando uno scenario frammentato tra Nord, Centro e Sud del Paese. Un’analisi aggiornata della piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, ha messo in luce i progressi, i ritardi e le potenzialità delle singole regioni nel percorso verso la decarbonizzazione.

Lo studio ha confermato come le amministrazioni regionali svolgano un ruolo cruciale, potendo agire da motore o da freno del cambiamento. Come ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la dipendenza dai combustibili fossili continua a esporre territori e imprese ai rischi della crisi climatica e alla volatilità dei prezzi energetici.

Il quadro generale mostra un Nord Italia distintosi per l’efficienza industriale e un maggiore utilizzo del trasporto pubblico. Il Centro, trainato dal Lazio, ha accelerato sul fronte delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica, mentre il Mezzogiorno ha registrato i livelli più bassi di emissioni pro capite. La Liguria si è distinta per il miglioramento nel lungo periodo, avendo ridotto del 65% le emissioni rispetto al 1990 grazie all’abbandono del carbone.

I consumi energetici, responsabili di circa l’80% delle emissioni nazionali, sono più bassi in Campania e Sicilia. A partire dal 2023, quattordici regioni hanno completato l’abbandono del carbone. Tuttavia, il progresso sulle fonti rinnovabili rimane insufficiente per raggiungere gli obiettivi nazionali, nonostante l’eccellenza della Valle d’Aosta, che copre il 100% dei consumi con fonti pulite, e i buoni risultati di Trentino-Alto Adige e Basilicata.

Il settore edilizio presenta dinamiche contrastanti: il Sud beneficia di emissioni ridotte grazie al clima mite, mentre il Nord, in particolare Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, vanta una maggiore diffusione di edifici in classe energetica A. L’industria ha compiuto i maggiori progressi in termini di riduzione delle emissioni, con Marche e Lombardia che sono emerse per l’efficienza dei loro processi produttivi.

La decarbonizzazione dei trasporti si è confermata una delle sfide più complesse a causa dell’alta dipendenza dall’auto privata. Il Piemonte ha mostrato buone performance nell’uso del trasporto pubblico e il Lazio ha guidato la diffusione delle auto elettriche, sebbene i numeri a livello nazionale restino ancora modesti.

In agricoltura, la Calabria si è distinta per emissioni contenute e per un’elevata quota di superficie coltivata a biologico, pari al 36%. Anche l’esposizione ai rischi climatici varia notevolmente: regioni del Nord come Friuli-Venezia Giulia e Veneto sono risultate più colpite da eventi estremi, mentre Basilicata e Molise sono apparse meno vulnerabili al rischio alluvioni.

La piattaforma CIRO, secondo la presidente di ISPRA Maria Alessandra Gallone, rappresenta uno strumento fondamentale per la trasparenza e la partecipazione. I dati hanno evidenziato che tra il 2021 e il 2025 è stato raggiunto solo il 31% dell’obiettivo di nuova potenza rinnovabile fissato per il 2030, a testimonianza di un percorso che necessita di una decisa accelerazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome