Mourinho: “Aspetto ancora il club ideale, all’Inter ero felice di lavorare”

José Mourinho vuole che nel suo prossimo club ci sia "empatia interna" e non "conflitto interno"

Mourinho a rischio esonero
Manchester United's Portuguese manager Jose Mourinho gestures on the touchline during the English Premier League football match between West Ham United and Manchester United at The London Stadium, in east London on September 29, 2018. (Photo by Ian KINGTON / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

LONDRA (Regno Unito) – Mourinho: “Aspetto ancora il club ideale, all’Inter ero felice di lavorare”. José Mourinho vuole che nel suo prossimo club ci sia “empatia interna” e non “conflitto interno”. Lo ha spiegato in un’intervista concessa al ‘Telegraph’. Il portoghese, ancora libero dopo la fine dell’esperienza al Manchester United, ha chiarito che il denaro non è la priorità e ha ammesso di aver rifiutato un’offerta lucrativa da un club del quale non svela il nome perché “voglio un calcio di alto livello e ambizioni al massimo livello”. Quello che non vuole, invece, è il conflitto interno. “Il conflitto è solo la domenica in campo, quando affronti qualcuno che vuole prenderti i tre punti. Questo è il momento del conflitto”, ha spiegato il portoghese.

“Voglio lavorare – ha detto – nell’empatia strutturale: un club è una struttura, una struttura complessa in cui il manager è una parte importante di quella struttura, ma non è la struttura. Voglio lavorare con le persone che amo. Persone con cui sono felice di lavorare, con cui condivido le stesse idee”. “Era quello che avevo all’Inter”, ha proseguito lo ‘Special One’. Mourinho ha spiegato di essere un vincente naturale ma restare 18 mesi senza sollevare un trofeo gli ha insegnato delle cose.

“La gente dice che si impara di più con la sconfitta. Forse c’è del vero in questo: sento che il mio habitat naturale è la vittoria. Questa è la prima volta in cui non vinco nessun trofeo per 18 mesi. Alcuni non vincono trofei per 18 anni…”. Il portoghese ha svelato che dal suo esonero allo United ha impiegato il tempo per prepararsi al prossimo incarico: “Ora ho tempo per pensare, riflettere, provare a capire tutto e cercare di essere più pronto per il prossimo futuro che sta arrivando. So che sta arrivando, non è ancora arrivato perché quello che è arrivato, non lo volevo”.

(LaPresse/AFP)

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