Napoli, De Laurentiis annuncia il nuovo stadio a Est

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Cronache Mercato
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Aurelio De Laurentiis, premiato con il “Premio alla Carriera 2025” dall’Associazione Stampa Estera, ha colto l’occasione per delineare in modo netto il futuro del club azzurro. Le sue dichiarazioni hanno toccato temi cruciali, dalla clamorosa rottura con il passato infrastrutturale alla gestione della squadra, fino alla politica sportiva.

Il punto centrale del suo intervento è stato il progetto per un nuovo stadio. Il presidente ha annunciato di aver firmato una lettera di intenti con Q8 per un’area di 38 ettari a Napoli Est. Lì sorgerà un impianto moderno da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e un innovativo museo interattivo. “Lo stadio sarà finanziato completamente da me e ci metterò 24 mesi per costruirlo”, ha precisato. Il progetto prevede una struttura polifunzionale, ispirata ai modelli più avanzati come quello del Real Madrid, capace di ospitare concerti senza danneggiare il terreno di gioco.

Questa visione si contrappone nettamente alla sua opinione sull’attuale impianto. “Il Maradona andrebbe distrutto. Dopo ventidue anni che gioco in quello che ho definito più volte un cesso, posso dire che con 200 milioni si fa solo una carezza”, ha affermato De Laurentiis. La critica è rivolta al piano di ristrutturazione da 200 milioni proposto da Regione e Comune, ritenuto del tutto insufficiente per le reali necessità di ammodernamento.

Parallelamente, il club ha fatto passi avanti per il nuovo centro sportivo. “Finalmente a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo”, ha spiegato il presidente. Il complesso ospiterà dieci campi da calcio e una struttura di 7.500 metri quadri per uffici e spogliatoi, destinata sia alla prima squadra che a tutte le formazioni giovanili.

Sul fronte tecnico, De Laurentiis ha espresso il desiderio di costruire “una squadra di tutti giovani”. Ha poi toccato il tema degli allenatori, inviando un messaggio chiaro senza fare nomi. “Gli allenatori devono capire che sono collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra, ma sono pur sempre dei dipendenti. A volte lo dimenticano”.

Infine, non è mancata una stoccata al mondo della politica. Il presidente ha difeso l’operato di Giovanni Malagò e ha criticato l’ingerenza nel calcio, accusando i ministri Giorgetti e Abodi di aver “sempre creato problemi al calcio italiano”. Ha lamentato l’assenza di sostegno economico da parte dello Stato, a fronte di una costante presenza dei politici in tribuna d’onore.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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