Napoli, il giovedì nero della sicurezza urbana: due agguati in un giorno, polveriere Ponticelli e Soccavo

Antonio Artiano, centrato alla testa da un proiettile nell'agguato al rione Traiano

NAPOLI – Due agguati in sei ore, una giornata da dimenticare per i napoletani. Il giovedì nero della sicurezza urbana è iniziato attorno all’ora di pranzo, quando a Ponticelli un commando armato ha sorpreso Luigi Amitrano, 48enne noto alle forze dell’ordine gambizzato in piazza Vincenzo Aprea, nei pressi dell’istituto comprensivo 49 Toti-Borsi-Giurleo. Qualche minuto più tardi il suono della campanella avrebbe avvertito gli studenti che era il momento di andare via. Anche Amitrano è stato avvertito, pensano gli investigatori della polizia di Stato che lavorano al suo caso. L’avvertimento (tre proiettili, di cui uno andato a bersaglio alla gamba destra) sarebbe destinato agli ambienti dei gruppi criminali vicini ai De Luca Bossa, clan alleato alla famiglia criminale dei fratelli Domenico (detto Mimmo ‘o pop), Francesco (alias Hulk) e – appunto – Luigi Amitrano. Suo cugino omonimo morì nell’aprile del 1998 nello scoppio di un’autobomba, un attentato destinato al boss Vincenzo Sarno. La firma? Di Antonio De Luca Bossa, Tonino ‘o sicco, capoclan e fratello di Giuseppe De Luca Bossa, amico fraterno di Domenico Amitrano. Indignati gli abitanti del quartiere: “E’ diventato impossibile vivere a Ponticelli, ieri poteva essere una carneficina”, commentano le mamme degli studenti dell’istituto comprensivo. A proposito: oggi ricorre il 33esimo anniversario della strage del bar Sayonara in cui persero la vita quattro persone innocenti. E sempre oggi Ponticelli ricorderà le vittime con una manifestazione anticamorra.
Sei ore dopo Ponticelli, killer in azione al rione Traiano. Qui a finire nel mirino è stato Antonio Artiano, per gli amici Anthony, figlio di Giovanni Artiano, boss del clan Grimaldi. Il 28enne è stato aggredito sotto casa, in via Marco Aurelio, zona ’44’ per dirla con il gergo del posto, quartiere sotto l’influenza della cosca dei Cutolo. Trasportato d’urgenza al Pronto soccorso del San Paolo di Fuorigrotta, qui i medici hanno optato per il trasferimento all’Ospedale del Mare. Le sue condizioni sono estremamente critiche. E’ in terapia intensiva, dal presidio ospedaliero di Ponticelli non filtra ottimismo. Al nosocomio di Fuorigrotta ci era arrivato già intubato. I medici hanno riscontrato la presenza di un foro d’entrata di un proiettile nella tempia destra. Un’esecuzione, in pratica, che lo ha ridotto in condizioni disperate. Soltanto un miracolo può sottrarlo alla morte.
Nessun dubbio sul contesto della vicenda: si tratta di un agguato in perfetto stile camorristico. Così come non ci sono dubbi sul fatto che i proiettili contro Artiano siano una risposta al ferimento di Fabio Volpe, 19enne vicino agli ambienti del clan Vigilia. Una risposta di fuoco arrivata poco più di 24 ore dopo l’agguato in via Vicinale Croce di Piperno, dove nella notte tra martedì e mercoledì i sicari hanno scaricato pallottole contro il 19enne, colpito allo zigomo e miracolosamente vivo.

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