La Federcalcio ha quasi sciolto le riserve per la guida tecnica della Nazionale: Antonio Conte è stato individuato come il profilo ideale per un secondo mandato. La scelta nasce dalla necessità di affidare il progetto di rinascita a un allenatore esperto e carismatico, in grado di imprimere una svolta dopo le recenti delusioni.
I club di Serie A hanno dato il loro pieno appoggio al neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, confermando la volontà di sostenere anche economicamente l’operazione. Il messaggio è stato chiaro: Conte è l’uomo giusto e per assicurarselo è necessario uno sforzo condiviso. Da parte sua, l’ex tecnico ha seguito con attenzione l’evolversi della situazione e ha manifestato il desiderio di tornare sulla panchina azzurra per completare una missione che considera incompiuta.
Il suo primo biennio, tra il 2014 e il 2016, si concluse con un Europeo giocato con orgoglio, terminato ai quarti di finale solo ai rigori contro la Germania. Il nuovo orizzonte prevede un progetto a lungo termine, con un contratto proposto di quattro anni. Si tratta di una prospettiva inedita per la Federazione, ma ritenuta indispensabile per centrare l’obiettivo primario: evitare la quarta mancata qualificazione consecutiva al Mondiale, con il mirino puntato sull’edizione del 2030.
Conte sarebbe motivato dalla volontà di riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale e di rilanciare la propria dimensione internazionale. Le trattative, guidate da Malagò, hanno quindi subito una decisa accelerazione. Le società di Serie A considerano l’operazione un investimento strategico per il futuro del movimento, non un semplice costo, come sottolineato da alcune figure dirigenziali.
I club si sono detti disposti a contribuire in modo progressivo per soddisfare le richieste economiche del tecnico. L’ingaggio dovrebbe attestarsi sulle stesse cifre del precedente mandato, circa quattro milioni di euro netti a stagione per quattro anni, per un totale di sedici milioni. Malagò ha anche menzionato il possibile intervento di sponsor, pur chiarendo che non vi sarà un legame diretto tra l’arrivo di un partner commerciale e la nomina di un allenatore specifico.
In Federazione filtra ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo, proprio perché l’operazione è vista come un investimento cruciale. L’Europeo del 2028 rappresenterà un primo banco di prova, ma la Coppa del Mondo 2030 sarà l’appuntamento decisivo per mettersi alle spalle le difficoltà recenti. Conte, la cui carriera è costellata di successi ottenuti partendo da situazioni complesse, appare a tutti come la garanzia migliore per affrontare questa difficile sfida.





