Tyra Grant, il segreto del successo a Wimbledon

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Sport tennis
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L’ascesa di Tyra Grant, protagonista a Wimbledon, ha le sue radici in un metodo basato su lavoro, pazienza e un ambiente protetto. A svelarlo è Fabio Gorietti, direttore tecnico della Tennis Training School di Foligno, dove l’atleta diciottenne si allena da alcuni mesi con il coach Matteo Donati e il preparatore atletico Massimiliano Pinducciu.

La collaborazione è iniziata a dicembre, quando Grant ha raggiunto il fratello che già si allenava nella struttura umbra. “Ci siamo trovati bene e da gennaio abbiamo proseguito”, ha spiegato Gorietti. Il team tecnico aveva individuato da subito gli aspetti su cui intervenire, concentrandosi su due elementi chiave: attenzione e intensità.

Tyra Grant possedeva già un bagaglio tecnico di alto livello, con colpi esplosivi e un’ottima lettura del gioco. La sfida consisteva nel mantenere alta la concentrazione per tutta la durata delle partite, evitando cali di rendimento. Per questo, il lavoro si è focalizzato sugli spostamenti in campo, poiché l’attenzione tende a calare con la stanchezza.

L’obiettivo è stato quello di “rimettere in ordine” le sue qualità per garantire un’intensità costante, anche durante le sessioni di allenamento più lunghe e faticose. Prima della partenza per Wimbledon, l’azzurra ha sostenuto tre giorni di lavoro molto duro, con sedute di circa tre ore dedicate sia alla tecnica sia alla preparazione fisica, con un’attenzione particolare ai movimenti laterali e in profondità.

Un ruolo fondamentale è stato svolto dalla preparazione atletica, curata da Massimiliano Pinducciu. “Per sostenere intensità e attenzione serviva una preparazione di altissimo livello”, ha sottolineato Gorietti, spiegando come una migliore condizione fisica permetta all’atleta di giocare più vicina alla linea di fondo, esprimendo un tennis più aggressivo.

Nonostante i risultati positivi siano arrivati in fretta, il team mantiene un approccio cauto. A febbraio, un piccolo infortunio alla spalla è stato gestito senza forzare i tempi. “Seguiamo quello che il campo ci dice, senza bruciare le tappe”, ha affermato il direttore tecnico, ribadendo che la fiducia si costruisce con il lavoro quotidiano e non con i singoli risultati.

La pressione mediatica su una delle più grandi speranze del tennis italiano è un fattore da gestire. Grant, descritta come una ragazza concreta e serena, sta affrontando bene l’attenzione. Il suo team la protegge, mantenendo il focus esclusivamente sul lavoro in campo e lasciando sullo sfondo promesse e distrazioni esterne.

Fondamentale, in questo percorso, si è rivelata la stretta collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel. Gorietti ha elogiato il lavoro condiviso con Tathiana Garbin, Daniele Silvestre e Paolo Lorenzi, definendolo un supporto continuo fatto di programmazione e confronti costanti. La condivisione di competenze è vista come un valore aggiunto per la crescita della giovane tennista.

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