NOMI E FOTO. L’affare rifiuti e i Bidognetti: 11 indagati. Corvino al centro del sistema

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Gli indagati a piede libero Stanislao Corvino, Francesco Corvino, Danilo D’Angelo
Gli indagati a piede libero Stanislao Corvino, Francesco Corvino, Danilo D’Angelo

CASAL DI PRINCIPE – Una vera e propria vocazione mafiosa: il business dei rifiuti ha rappresentato, e continua a rappresentare, una costante nelle dinamiche del clan dei Casalesi. Nonostante le numerose indagini avviate negli anni – con arresti e sequestri di beni – per contrastare queste ingerenze in un settore essenziale, non si è prodotto un reale effetto deterrente. Gli affiliati, imperterriti, hanno continuato a investire nel comparto per accrescere i propri profitti. Ne è conferma la recente inchiesta (l’ennesima, appunto) della Dda di Napoli, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 11 persone.

Al centro dell’attività investigativa condotta dai carabinieri c’è la figura di Stanislao Corvino, 38enne di Castel Volturno, accusato di essersi inserito nel settore dell’igiene urbana attraverso la New Ecology, in virtù di un patto con la cosca Bidognetti. A Corvino viene contestato il reato di associazione mafiosa. Secondo l’accusa, dopo aver preso parte nel 2011 ad alcune estorsioni proprio per conto dei Bidognetti, a partire dal 2013 avrebbe deciso di dedicarsi al settore dei rifiuti. Nel 2014 avrebbe costituito la New Ecology srl, nata dalla cessione di un ramo d’azienda da parte della ditta intestata alla madre. Mantenendo i contatti con esponenti del clan, in particolare con Nicola Sergio Kader, ritenuto capozona sull’area domizia, nel 2017 si sarebbe rivolto alla cosca per ottenere l’inserimento della società nel mercato dell’igiene urbana lungo il litorale, in particolare presso i lidi balneari, in cambio di una quota degli utili.

Sempre secondo la ricostruzione investigativa, Corvino sarebbe stato poi introdotto, grazie all’intervento del clan, anche nel circuito legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti prodotti durante i lavori di ampliamento della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Dopo aver consolidato i rapporti con la cosca, avrebbe ammesso come socio nella New Ecology Vincenzo D’Angelo, alias Biscottino, di Casal di Principe, esponente di vertice (fino al 2022) del gruppo Bidognetti, che avrebbe versato 25mila euro in contanti per acquisire una quota societaria. Divenuto socio del clan, Corvino, sostiene l’antimafia, ha poi ampliato il giro d’affari nel settore dei rifiuti speciali non pericolosi, destinando parte dei profitti alla cosca.

Nel 2022, inoltre, prosegue la ricostruzione della Procura, ha assunto il ruolo di referente del clan nell’area domizia per le attività legate a droga ed estorsioni, subentrando a Kader a seguito della sua detenzione. Nell’elenco degli indagati compare anche Francesco Corvino, 37enne di Castel Volturno, indicato come amministratore formale della società. Secondo l’accusa, avrebbe reimpiegato capitali di provenienza illecita nella New Ecology, innestando nel capitale sociale i 25mila euro consegnati da D’Angelo, genero del padrino Cicciotto ‘e mezzanotte e oggi collaboratore di giustizia.

Il reato di riciclaggio sarebbe emerso anche attraverso il tentativo di ostacolare l’identificazione della provenienza illecita dei fondi. In tale contesto risultano coinvolti Mario Camasso, 37enne di Castel Volturno, e Danilo D’Angelo, 45enne – già consigliere comunale ed ex candidato sindaco di Casagiove nel 2020 -, rispettivamente ragioniere e commercialista di riferimento della società. I due, secondo gli inquirenti, avrebbero ideato un sistema basato su fatture per operazioni inesistenti emesse da alcune società, tra cui la Edil Mascia e la Te.Vin, al fine di generare liquidità in contanti da destinare mensilmente a Vincenzo D’Angelo come utili societari.

L’inchiesta ha coinvolto anche Giuseppe Pratillo, 72enne di Grazzanise, Antonio Baiano, 61enne di Marano di Napoli, Melazim Dauti, 59enne di origini albanesi, Ciro Annunziata, 34enne di Castel Volturno, Gennaro Ruggiero, 63enne di Castelpizzuto, e Francesco Iaiunese, 60enne di Casal di Principe, tutti accusati di aver gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti (in questo caso l’aggravante mafiosa è contestata solo ai Corvino e a Camasso). Le persone coinvolte nell’inchiesta sono da ritenere innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

La Dda aveva richiesto misure cautelari, ma nei giorni scorsi il giudice Chiara Bardi del Tribunale di Napoli ha rigettato l’istanza, disponendo il sequestro preventivo della New Ecology e il sequestro per equivalente fino a 1,6 milioni di euro nei confronti degli indagati (di tutti, ad eccezione del commercialista D’Angelo e del collaboratore di giustizia), in relazione alla gestione illecita dei rifiuti. Nel collegio difensivo figurano, tra gli avvocati impegnati, Luca Viggiano, Raffaele Russo e Ferdinando Letizia.

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