GRICIGNANO D’AVERSA – Si torna a sparare nell’Agro aversano. Nella notte tra ieri e mercoledì due persone, in sella a una Honda Transalp, hanno esploso colpi di pistola prima in direzione dell’abitazione di Michele Scarano, in via Diocleziano, e poi contro l’attività commerciale ‘Aroma Food & Coffee House’ di viale della Libertà, attività della famiglia del sindaco Vittorio Lettieri. Due episodi distinti, con obiettivi diversi, ma avvenuti in meno di mezz’ora di distanza tra loro – tra mezzanotte e mezza e l’una -, e con le stesse modalità.
I proiettili contro la casa di Scarano hanno colpito muro e cancello: due colpi, poi la moto si è allontanata. Dinamica simile pochi minuti dopo davanti al locale, dove i colpi hanno raggiunto la serranda. Elementi che, secondo una prima ricostruzione investigativa, potrebbero far ipotizzare una regia comune, circostanza su cui sono in corso accertamenti.
Il dato che sicuramente richiamerà l’attenzione degli investigatori è la scelta dei target da parte del commando: da un lato un uomo con precedenti giudiziari, oggi impegnato in attività imprenditoriali; dall’altro un’attività collegata alla famiglia del primo cittadino e, dettaglio di non poco rilievo, sopra la quale abita proprio il capo dell’amministrazione di Gricignano d’Aversa. Un incrocio che, allo stato, viene valutato dagli investigatori senza escludere alcuna pista, compresa quella di possibili azioni intimidatorie per entrambi: imprenditore e politico.
In tale quadro, un primo filone d’indagine sarebbe orientato – qualora venisse confermata l’ipotesi di una regia comune – a verificare eventuali collegamenti o rapporti tra Scarano e la famiglia Lettieri che avrebbero potuto indispettire soggetti terzi pronti a usare le armi. Le modalità – rapide, ravvicinate e in orario notturno – richiamano schemi già registrati in contesti mafiosi, ma ogni valutazione resta affidata agli approfondimenti in corso.
Saranno gli inquirenti a chiarire eventuali collegamenti tra i due episodi e le possibili motivazioni. Sul caso indagano i carabinieri del Gruppo di Aversa e del Nucleo investigativo di Caserta, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Scarano ha un passato giudiziario complesso: ha riportato condanne per favoreggiamento, reati in materia di armi e danneggiamento, condotte aggravate dall’aggravante mafiosa (clan Ferriero-Caterino, legato ai Casalesi). Per tali vicende, Scarano ha già definito la propria posizione, avendo scontato tutte le pene ricevute. Al momento non risultano elementi ufficiali che colleghino direttamente tali precedenti penali ai fatti oggetto d’indagine, che vedono l’imprenditore vittima del raid di piombo. Saranno gli sviluppi investigativi a delineare con precisione il quadro.






