NOMI E FOTO. Uccise l’amico per sbaglio ai Decumani, rischia 20 anni: il 18enne colpito da un proiettile

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Nella foto a sinistra Arcangelo Correra (la vittima), a destra Renato Caiafa
Nella foto a sinistra Arcangelo Correra (la vittima), a destra Renato Caiafa

NAPOLI – La Procura di Napoli ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione per Renato Caiafa, imputato per l’omicidio volontario con dolo eventuale di Arcangelo Correra, il 18enne ucciso nella notte tra il 9 e il 10 novembre 2024 ai Decumani. La richiesta è stata formulata dal sostituto procuratore Ciro Capasso e si inserisce in un procedimento che ha riportato al centro del dibattito giudiziario e sociale il tema delle armi tra giovanissimi e della responsabilità penale nelle dinamiche di gruppo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella notte Caiafa e Correra si trovavano insieme a un gruppo di amici nei pressi di Via dei Tribunali, all’altezza di piazzetta Sedil Capuano, nel cuore della movida giovanile del centro storico. In quel contesto, Caiafa avrebbe recuperato una pistola calibro 9×21 con caricatore maggiorato, risultata rubata e nascosta sulla ruota di un’auto parcheggiata.

La dinamica contestata è quella di un gesto ritenuto estremamente pericoloso: l’imputato avrebbe puntato l’arma verso l’amico e, nel maneggiarla, sarebbe partito un colpo che ha raggiunto mortalmente Correra. Nonostante Caiafa abbia sostenuto di non aver premuto volontariamente il grilletto, la Procura contesta l’ipotesi dell’omicidio volontario con dolo eventuale, sostenendo che l’imputato, maneggiando e puntando l’arma, avrebbe comunque accettato il rischio concreto di provocare la morte di una persona.

Un punto centrale dell’impianto accusatorio riguarda inoltre la provenienza dell’arma. In un primo momento Caiafa aveva riferito di averla trovata casualmente quella sera, ma le successive indagini avrebbero portato a una ricostruzione differente: la pistola sarebbe stata già nella disponibilità del gruppo di giovanissimi, circostanza che rafforzerebbe l’ipotesi di una gestione consapevole e non occasionale dell’arma.

La vicenda processuale proseguirà il 29 giugno, quando è prevista la discussione della difesa, affidata all’avvocato Giuseppe De Gregorio. Sarà quello uno dei passaggi decisivi per delineare la strategia difensiva e confrontarsi con la richiesta avanzata dall’accusa.

Il caso ha attirato ulteriore attenzione mediatica anche per il contesto familiare dell’imputato. Renato Caiafa è infatti fratello di Luigi Caiafa, il 17enne ucciso nel 2020 da un agente di polizia durante un tentativo di rapina tra via Duomo e via Marina, sempre nel centro di Napoli. Inoltre, è figlio di Ciro Caiafa, morto nel maggio 2023 in un agguato avvenuto nella propria abitazione. Una serie di eventi tragici che hanno segnato profondamente la storia recente della famiglia.

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