Notte di sangue a Pavia: 25enne ucciso con una coltellata al collo, caccia all’aggressore

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

PAVIA – Il buio della notte pavese è stato squarciato da un lampo di violenza cieca e fatale. Una serata tra amici, una delle tante che animano il fine settimana a ridosso del centro storico, si è trasformata in una tragedia senza ritorno. Un giovane di 25 anni, di cui non sono ancora state rese note le generalità complete, è morto nelle prime ore di oggi, 19 aprile 2026, nel letto di un ospedale, ucciso da un unico, maledetto fendente al collo.

L’allarme è scattato intorno alle 3:30. Il teatro dell’orrore è il parcheggio dell’area Cattaneo, in via Nazario Sauro, un’ampia zona di sosta che di notte si svuota, diventando terra di nessuno. È qui che la vittima, un ragazzo originario della Sicilia ma da anni trapiantato a Pavia, dove si era costruito una vita e un futuro con un lavoro a Stradella, si era recato insieme a due amici. L’obiettivo era semplice: recuperare l’auto e tornare a casa dopo una serata trascorsa in un locale del centro. Ma il destino, o la follia umana, aveva in serbo per loro un epilogo drammatico.

Secondo una prima, ancora frammentaria, ricostruzione degli inquirenti della Squadra Mobile, nel parcheggio il gruppo di amici avrebbe incrociato un’altra comitiva. Cosa abbia innescato la scintilla è ancora al vaglio, ma l’ipotesi più accreditata parla di “futili motivi”. Uno sguardo di troppo, una parola sbagliata, un pretesto banale che in una manciata di secondi è degenerato in un’aggressione brutale. Dalle parole si è passati ai fatti, e nel caos della rissa è spuntata una lama. Un colpo secco, preciso e letale, ha raggiunto il 25enne al collo. Anche uno dei suoi amici è rimasto ferito, ma fortunatamente le sue condizioni non destano preoccupazione.

Qui la tragedia assume i contorni di un dramma ancora più amaro. Gli amici, sotto choc e forse non comprendendo la gravità di quella ferita sanguinante, hanno commesso un errore di valutazione che si è rivelato fatale. Invece di chiamare immediatamente i soccorsi, hanno caricato il 25enne in auto e lo hanno accompagnato a casa, nel tentativo di prestargli le prime cure. Solo una volta giunti nell’abitazione, di fronte al sangue che non si arrestava e alle condizioni del ragazzo che precipitavano a vista d’occhio, si sono resi conto della terribile realtà. A quel punto è partita la chiamata disperata al 118.

L’ambulanza è corsa verso l’abitazione e poi, a sirene spiegate, verso il pronto soccorso del Policlinico San Matteo. I medici hanno tentato il tutto per tutto per strappare il giovane alla morte, ma la ferita era troppo profonda, la lesione vascolare troppo grave. Poco dopo il suo arrivo, il cuore del 25enne ha cessato di battere.

Ora a Pavia è caccia all’uomo. Gli agenti della Questura, coordinati dalla Procura, stanno lavorando senza sosta per dare un volto e un nome all’assassino e ai suoi complici. L’arma del delitto non è stata ritrovata. Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di via Nazario Sauro, che gli investigatori stanno passando al setaccio fotogramma per fotogramma. Altrettanto cruciale è la testimonianza degli amici della vittima. Nonostante lo stato di profondo choc, sono stati ascoltati a lungo in Questura per fornire ogni dettaglio utile a ricostruire la dinamica dell’aggressione e, soprattutto, a identificare i membri dell’altro gruppo. La città si è svegliata attonita, scossa da un delitto che riporta brutalmente alla ribalta il tema della violenza notturna e della sicurezza. Una vita spezzata a 25 anni, in un parcheggio, per un motivo che, qualunque esso sia, non potrà mai giustificare una simile fine.

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