Orrore a Scisciano, scoperto un lager per cani: cuccioli di Chihuahua in gabbia e un meticcio alla catena. Denunciato 80enne

104
Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

SCISCIANO – Un velo di orrore e degrado squarciato dall’intervento dei Carabinieri. Siamo a Scisciano, in un’area rurale lungo via Molino, dove una segnalazione coraggiosa ha messo fine a un incubo per otto cani, vittime silenziose di un allevamento abusivo che assomigliava più a un lager. La data dell’11 giugno 2026 segna per loro l’inizio di una nuova vita, lontana dalla sofferenza e dall’incuria.

Tutto ha inizio quando alla stazione dei Carabinieri di San Vitaliano giunge una soffiata precisa: in un terreno recintato si consumerebbero gravi maltrattamenti ai danni di alcuni animali. I militari, coordinati dalla Compagnia di Castello di Cisterna, non perdono tempo e organizzano un blitz congiunto con il personale medico dell’Asl veterinaria Napoli 3 Sud, l’autorità competente per la tutela della salute animale sul territorio.

Una volta giunti sul posto, la scena che si presenta ai loro occhi conferma purtroppo i peggiori sospetti. All’interno della proprietà, in un contesto di totale abbandono igienico, viene scoperto un vero e proprio allevamento illegale. Sette cuccioli di Chihuahua, piccoli e fragili, sono rinchiusi in gabbie anguste e arrugginite, troppo strette per consentire qualsiasi movimento. Le loro condizioni appaiono subito critiche: il pelo sporco, gli occhi spauriti, l’ambiente circostante saturo di deiezioni. Un quadro desolante che parla di una prigionia fatta di stenti e privazioni, probabilmente finalizzata a un cinico commercio illegale di cani di razza.

Poco distante, un’altra immagine di crudeltà. Un cane meticcio, di taglia media, è legato al collo con una catena corta e pesante, che lo costringe a un’immobilità forzata. Lo sguardo dell’animale, rassegnato e sofferente, è la testimonianza più eloquente della sua prigionia quotidiana, esposto alle intemperie e privato della più elementare dignità.

Di fronte a tale scenario, i Carabinieri e i veterinari dell’Asl procedono senza esitazione. L’intera area, trasformata in una prigione a cielo aperto, viene immediatamente posta sotto sequestro penale per impedire la prosecuzione del reato. Il proprietario del terreno, un uomo di 80 anni residente in zona e, dettaglio non trascurabile, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, viene identificato e denunciato a piede libero. Le accuse a suo carico sono pesantissime: maltrattamento di animali e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, reati che prevedono severe conseguenze legali.

La priorità, tuttavia, è la salvezza degli otto sfortunati protagonisti di questa triste vicenda. I sette cuccioli di Chihuahua e il meticcio vengono liberati dalle loro prigioni e affidati alle cure esperte di una clinica veterinaria convenzionata. Qui riceveranno tutte le attenzioni mediche necessarie – visite, terapie, cibo adeguato – ma soprattutto inizieranno un percorso di recupero psicologico per superare il trauma subito, in attesa di poter trovare, un giorno, una famiglia che possa donare loro l’amore che non hanno mai conosciuto.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome