NOME. Padre e figli gambizzati dopo una lite in strada a S. Giovanni a Teduccio: fermato un 42enne

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NAPOLI – Vecchi rancori tra famiglie dietro la sparatoria in via Vigliena. Svolta nelle indagini sul fatto di sangue che ha sconvolto il quartiere di San Giovanni a Teduccio. La polizia di Stato ha eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei confronti del 42enne Pasquale Ciro Russo, ritenuto responsabile del triplice ferimento a colpi di pistola. L’episodio nella serata del 16 giugno in via Vigliena, quando, al culmine di una violenta lite in strada, l’uomo avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco, ferendo tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Subito dopo aver fatto fuoco, il presunto autore si era reso immediatamente irreperibile, scatenando una vera e propria caccia all’uomo. Le repentine attività investigative e le incessanti ricerche avviate dagli agenti della Squadra Mobile della questura – Sezione “Criminalità Organizzata” e Sezione “Omicidi” (diretti da Mario Grassia) hanno permesso di stringere il cerchio attorno al fuggitivo. Sentendosi ormai alle strette, il 42enne ha infine scelto di presentarsi alle forze dell’ordine. Grazie alla complessa mediazione del suo avvocato difensore, Leopoldo Perone, è stato concordato un appuntamento a Casoria, dove gli investigatori lo hanno prelevato.

Russo ha spiegato i fatti dinanzi ai magistrati. Nonostante l’ammissione di addebito, il pubblico ministero Sergio Raimondi della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aveva chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento di fermo è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari, che ha disposto la massima misura restrittiva presso la casa circondariale di Poggioreale Giuseppe Salvia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Russo ha ammesso di aver sparato contro il 59enne Salvatore Ambrosio e i suoi due figli di 34 e 33 anni. A parere della Dda, tuttavia, l’indagato non avrebbe motivato a sufficienza il reale movente del raid, trincerandosi dietro la spiegazione generica di un litigio stradale tra giovani che aveva visto coinvolto il proprio figlio minorenne. I primi accertamenti della polizia sembrano in effetti confermare che i rapporti tra le due famiglie, residenti a breve distanza l’una dall’altra nel quartiere, fossero tesi e deteriorati già da diverso tempo per via di contrasti pregressi.

Ecco la dinamica del triplice ferimento ricostruita dalla polizia in base alle prime informazioni: i due fratelli Ambrosio stavano discutendo animatamente in strada con il figlio minorenne di Russo quando quest’ultimo sarebbe intervenuto in difesa del ragazzo, estraendo la pistola e facendo fuoco. In quel momento è accorso in aiuto dei figli anche il padre Salvatore Ambrosio, contro il quale il 42enne avrebbe sparato nuovamente prima di fuggire.

L’allarme è stato lanciato nell’immediato dalle stesse vittime. Sul posto sono confluite tre ambulanze del 118 che hanno provveduto a trasportare d’urgenza i feriti, tutti centrati agli arti inferiori, in tre diversi nosocomi della città: il 33enne era stato trasportato all’Ospedale del Mare, il fratello al Cardarelli, mentre il padre Salvatore condotto al Vecchio Pellegrini. Nessuno dei tre era grave. Le indagini della Procura ordinaria e della Dda proseguono per fare piena luce sul contesto in cui è maturato il raid, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato fino a condanna definitiva.

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