Palermo, bancarotta fraudolenta: sequestrati beni a fratello e sorella

I due avevano architettato uno stratagemma per non pagare i debiti

Foto LaPresse - Claudio Furlan

Palermo (LaPresse) – I finanzieri di Bagheria (Palermo) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo sui beni societari e personali di due persone, rispettivamente fratello e sorella. Erano titolari di due società operanti nel settore della lavorazione di prodotti ittici, nel comune di Bagheria. Il sequestro giunge al termine di una meticolosa attività di ricostruzione operata dalle fiamme gialle. Coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Hanno scoperto come l’intero patrimonio della società sia stato interamente trasferito ad un’altra impresa. Nata poco tempo prima e intestata alla sorella. Con il medesimo oggetto sociale e la stessa sede della prima.

I due avevano architettato uno stratagemma per non pagare i debiti

Sostanzialmente, è stato appurato che la prima società, poi fallita nel 2016, ha cercato di nascondere le sue difficoltà. Vendendo a prezzi irrisori tutti i propri beni materiali alla seconda. Inoltre, quest’ultima ha assorbito il personale dipendente dell’altra.

Tuttavia, la nuova impresa, che ha così potuto continuare l’attività, non ha onorato i debiti accumulati dalla prima, ammontanti a circa 650mila euro. Ragione per cui la Procura della Repubblica di Termini Imerese, condividendo le ipotesi formulate dai finanzieri bagheresi, ha ritenuto sussistente il reato di bancarotta fraudolenta. Aggravata dalla rilevanza del danno nei confronti dei creditori.

Per tale motivo, il pubblico ministero ha chiesto al gip del Tribunale di Termini Imerese l’emissione del decreto di sequestro preventivo ora eseguito.

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