Politiche, nel Pd tutti contro Graziano

Al teverolese, per essere eletto, servirà almeno il 13-14% dei consensi: cinque anni fa il seggio di Piero De Luca scattò grazie ai ‘resti’

CASERTA (Anastasia Leonardo) –  Non sono affatto incoraggianti i pronostici sul voto delle Politiche per il Pd in Terra di Lavoro. Non solo perché le percentuali di gradimento del partito sono nettamente in discesa rispetto a 5 anni. Non solo perché il popolo dem si è nel frattempo spaccato con le scissioni di renziani e calendiani: in Campania è in corso una guerra fratricida che vede da un lato Stefano Graziano, candidato capolista alla Camera a Caserta e Benevento nel proporzionale, dall’altro tutto il resto del Pd. Il fallito blitz di Letta e Boccia per nominarlo segretario regionale dopo le dimissioni di Leo Annunziata e la successiva candidatura ‘di ristoro’ non sono piaciuti a tanti, troppi compagni di partito e di coalizione, che ora devono decidere cosa fare: attenersi alla ‘ragion di Stato’, e quindi votarlo e farlo votare, o disimpegnarsi. Il risultato però può essere duplice: in caso di sconfitta, il politico di Teverola dovrà tornare a fare l’ingegnere per la loro somma gioia, ma in caso di vittoria avrà vinto da solo. E la sua presenza sarà ancora più ingombrante.
Prima di arrivare a questo, però, c’è lo scoglio percentuali da superare. Cinque anni fa, quando tutto il centrosinistra (quindi Pd+ Italia Viva+ Azione+ altri) fu cooptato da Vincenzo De Luca per far eleggere il figlio Piero nello stesso collegio in cui ora è candidato Graziano, il seggio scattò con il 12% grazie ai resti. Ora, perché l’attuale capolista dorma sonni tranquilli, occorre arrivare al 13-14%: ma il Pd non ha il gradimento di 5 anni fa. E i grandi elettori casertani che dovrebbero sostenere il candidato di coalizione pare si stiano sobriamente disimpegnando. Il presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero si è dimesso dalla direzione regionale per sventare il blitz di letta alla segreteria; l’ex deputata Camilla Sgambato idem, ed è pure in rotta col partito perché volevano candidarla per l’ennesima volta in posizione non utile. Lo stesso dicasi del sindaco di Santa Maria C. V. Mirra. Caputo e Santangelo di Italia Viva non sono stati candidati (o non hanno voluto) e si stanno tenendo alla larga dalla campagna elettorale. Non si sa cosa faranno i ‘moderati’ di Giovanni Zannini, ovvero i deluchiani casertani: pare che il consigliere regionale sia stato visto a cena con Graziano qualche sera fa. Ma è pur vero che il mondragonese non muove foglia che De Luca non voglia. Quindi, se è vero come è vero che De Luca, che per Graziano segretario non si è certo sperticato, non si sta attivando per questa campagna elettorale, o se si sta attivando per qualcun altro, appare chiaro che c’è poco da sperare per il politico di Teverola.
E’ evidente che ha sbagliato i suoi conti: se, invece di fare la guerra a Oliviero, si fosse speso per farlo candidare all’uninominale e godere così del suo effetto traino, oggi potrebbe contare su un tesoretto di voti molto più consistente. Ha puntato sul cavallo sbagliato, ovvero il teanese presidente della camera di commercio Tommaso De Simone (uninominale Senato): che a Caserta città, con Giovanna Petrenga come competitor, è già spacciato. E dove persino il sindaco Carlo Marino, tessera Pd in tasca, renziano della prima ora e deluchiano dell’ultima, ha ben altre motivazioni da considerare in luogo dell’amicizia con Stefano Graziano.

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