Rai, Draghi sceglie Fuortes Ad, la Lega attacca. Perplessità su Soldi presidente

Carlo Fuortes, attuale soprintendente dell'Opera di Roma, sarà il prossimo Ad Rai. L'altro nome indicato dal governo è quello della manager Marinella Soldi, oggi alla guida della Fondazione Vodafone Italia, che secondo prassi dovrebbe andare a svolgere il ruolo di presidente

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Carlo Fuortes, attuale soprintendente dell’Opera di Roma, sarà il prossimo Ad Rai. L’altro nome indicato dal governo è quello della manager Marinella Soldi, oggi alla guida della Fondazione Vodafone Italia, che secondo prassi dovrebbe andare a svolgere il ruolo di presidente. Il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco chiudono in anticipo la partita nomine in vista dell’assemblea degli azionisti, convocata lunedì alle 16 in seconda battuta, e spiazzano i partiti che si aspettavano una maggiore condivisione, come sussurra qualcuno a denti stretti.

Che il premier avrebbe giocato questa partita- come altre – a modo suo era ormai chiaro. Nessun rinvio dell’assemblea dopo che il voto del Parlamento è slittato di una settimana a mercoledì prossimo, su richiesta dei pentastellati alle prese con la propria crisi interna. Un segnale chiaro della volontà di non lasciare il governo ostaggio delle tensioni di maggioranza e continui rimandi. Sul tavolo il premier ha messo i nomi di due manager noti di alto profilo, confermando lo schema dell’alternanza uomo-donna sin qui applicata. Fuortes da più di vent’anni si occupa di economia della cultura, con la gestione dei teatri, musei, spettacoli e istituzioni culturali. Soldi, nata in Val d’Arno e cresciuta a Londra, si è occupata di consulenza e leadership coaching prima di passare alla Tv con ruoli dirigenziali in Discovery e Mtv.

A parlare in chiaro per esprimere il proprio malcontento è la Lega, che a caldo sbotta sottolineando che “Fuortes è noto come personaggio molto vicino alla sinistra, a Veltroni in particolare, proposto da Calenda come candidato sindaco per il PD, senza particolare esperienza televisiva, duramente contestato per anni dai lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, di certo non una figura super partes o legata all’azienda. Scelta sorprendente”, si legge in una nota affidata a Lucia Borgonzoni. Il segretario Dem Enrico Letta rimbalza le accuse, facendo trapelare “grande soddisfazione per i nomi di alto profilo e l’autonomia che esprimono”. Sulla stessa linea Italia Viva che con Davide Faraone parla di una “bella coppia” che farà “molto bene in Rai”. E da Leu Loredana De Petris e Federico Fornaro sottolineano che “la più grande azienda culturale del paese ha bisogno di una guida solida e autorevole e i nomi proposti da Draghi vanno nella direzione giusta. Ci auguriamo che anche le nomine parlamentari vadano nella stessa direzione”.

Resta però il nodo dell’indicazione di Soldi, in linea teorica prossima presidente di viale Mazzini. Non spetta però al governo indicare tale figura – anche se la prassi è stata questa – ma al Cda, che la indica al suo interno nella prima riunione e che passa poi la parola alla commissione di vigilanza parlamentare dove è necessaria una maggioranza di due terzi. Fonti azzurre parlano di perplessità di fronte a un nome su cui non vi è stato confronto con le forze politiche di maggioranza e in generale della scelta di due profili certamente di alto valore ma in qualche modo sovrapponibili, senza una chiara competenza editoriale che invece c’era su altri nomi circolati nei giorni scorsi (proprio FI lanciava per la presidenza Simona Agnes). ‘Bisognerà vedere se ci sono i numeri in Vigilanza’, è l’osservazione che viene fatta, anche se la partita è aperta e ‘è presto per parlare di un possibile incidente’. Insomma bisognerà stare a vedere da lunedì in poi, in attesa del Parlamento mercoledì. Il M5s, frantumato sul tema giustizia, non si sbilancia sui nomi di Draghi e aspetta di risolvere un problema per affrontarne un altro. La Lega punta sulla ricandidatura di Igor De Blasio mentre la partita è aperta per la casella oggi affidata a Giampaolo Rossi e contesa tra FI e FdI, che non si pronuncia e con Federico Mollicone promette di “valutare il piano industriale del nuovo Ad in commissione Vigilanza” mentre bolla come “non positiva” la gestione Fuortes dell’Opera di Roma. Il Pd vede ancora in pole position Francesca Bria, mentre tra i nomi al maschile prendono quota quelli di Stefano Menichini e Stefano Sedazzari.

Di Antonella Scutiero

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