Roma, ancora un’aggressione al San Camillo: 6 feriti e la Regione chiede la polizia negli ospedali

Attimi di paura al San Camillo di Roma, dove un paziente ha aggredito quattro infermiere e due guardie giurate.

Foto Cecilia Fabiano - LaPresse Nella foto: l'accesso al pronto soccorso

ROMA – Attimi di paura al San Camillo di Roma, dove un paziente ha aggredito quattro infermiere e due guardie giurate. L’uomo, di 33 anni, originario del Gambia, era stato trasferito dall’ospedale Grassi di Ostia per la rimozione di una cannula, bloccata nella vescica dopo la rottura di un catetere.

Arrivato al San Camillo, il paziente ha dato in escandescenze e ha picchiato il personale.

Bloccato dalle guardie giurate e poi dall’intervento della polizia, l’uomo, non nuovo a episodi di violenza, è stato arrestato per resistenza, lesioni e danneggiamento, mentre le sei persone aggredite, nessuna delle quali ferita in modo serio, sono state medicate dai colleghi.

Sulla vicenda interviene l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che chiama il prefetto Matteo Piantedosi per chiedere presidi delle forze dell’ordine presso le strutture sanitarie: “Si è convenuto – spiega D’Amato – di fornire una dettagliata relazione sulle aggressioni in ambito ospedaliero affinché vengano adottate tutte le opportune misure anche di deterrenza, fornendo gli elementi utili allo studio per riaprire i posti di polizia nei principali ospedali”.

“Ovviamente è un tema di carattere nazionale – aggiunge l’assessore – ma gli ospedali sono luoghi dove si recano migliaia di persone che devono farlo in sicurezza compresi gli operatori che hanno il sacrosanto diritto di lavorare senza mettere in pericolo le loro vite”, conclude.

L’aggressione di oggi arriva a due giorni dalla ‘spedizione’ punitiva da parte di un gruppo di rom ai danni di una coppia, avvenuta nel pronto soccorso dell’ospedale di circonvallazione Gianicolense e riporta in primo piano il tema della sicurezza degli ospedali e di quanti ci lavorano.

“Le aggressioni negli ospedali sono, purtroppo, in drammatico aumento – ha sottolineato nell’occasione il direttore generale Narciso Mostarda – Bisogna intervenire con più efficaci meccanismi di prevenzione, in coordinamento con le forze dell’ordine”.

di Alessandra Lemme

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