Tony D’Amico, nel suo primo intervento ufficiale da direttore sportivo della Roma, ha tracciato un bilancio del calciomercato estivo. Il dirigente ha analizzato le operazioni concluse e le trattative sfumate, ammettendo che alla rosa manca ancora un tassello. “Siamo leggermente corti, manca un nome e parlo dell’attaccante esterno”, ha dichiarato.
La priorità, condivisa con l’allenatore, era rinforzare il reparto offensivo con un profilo specifico, obiettivo che non è stato centrato per diverse ragioni. D’Amico ha chiarito che non sono stati dirottati fondi da un “tesoretto” destinato all’attaccante e che, nonostante l’arrivo di Rodrigo Mora, si cercava un giocatore con caratteristiche differenti e maggiore fisicità.
Il direttore sportivo ha poi svelato i retroscena di alcune negoziazioni fallite. “Per Leweling avevamo chiuso tutto. C’era l’accordo totale col giocatore e con lo Stoccarda, poi lui ci ha ripensato all’ultimo”, ha spiegato. Un’altra operazione sfumata è stata quella per Luiz Henrique: “Avevamo un accordo con lo Zenit, ma in questo caso ci sono stati problemi bancari con la Russia”. Anche il mancato arrivo di Summerville è stato contestualizzato, chiarendo che in quel momento la società era impegnata anche su altri fronti, come quello che ha portato a Castro, e che la scelta è dipesa da una questione di tempistiche.
Nonostante i colpi mancati, D’Amico ha espresso grande soddisfazione per le operazioni che hanno consolidato il nucleo storico della squadra. “I migliori acquisti? I rinnovi di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini”, ha affermato. Secondo il ds, questi giocatori rappresentano il cuore del progetto e hanno dimostrato grande attaccamento alla maglia, mettendosi a disposizione per rimanere a Roma.
Tra i casi discussi, anche quello di Celik, che ha scelto la Juventus a un passo dalla firma con i giallorossi. D’Amico ha attribuito la vicenda a comunicazioni complicate durante il Mondiale, precisando di non aver mai temuto un esito simile per Pellegrini, data la sua forte connessione con la città. Riguardo alla situazione di Koné nell’ultimo giorno di mercato, ha specificato che ci sono stati solo “contatti informativi” con il Chelsea, senza mai arrivare a un’offerta ufficiale.
Infine, il dirigente ha affrontato il tema dei vincoli finanziari imposti dal settlement agreement con l’UEFA, che hanno richiesto flessibilità nelle strategie. “Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni di euro”, ha sottolineato, evidenziando il costante dialogo con la proprietà Friedkin. D’Amico ha concluso parlando di un processo di crescita condiviso e ha aperto alla possibilità di tornare sul mercato a gennaio, valutando anche il profilo di eventuali svincolati.




