L’economia circolare è un asse strategico per lo sviluppo dell’Italia e dell’Europa, essenziale per la sostenibilità, la decarbonizzazione e la competitività industriale. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo con un videomessaggio alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare tenutasi a Roma. Durante l’evento è stato presentato il nuovo Rapporto 2026, che analizza gli indicatori di circolarità dell’Italia a confronto con gli altri partner europei.
Secondo il ministro, il nostro Paese ha già raggiunto risultati significativi, conseguendo target elevati nella gestione dei rifiuti e dimostrando l’eccellenza in diversi settori del riciclo. Tuttavia, permangono alcune criticità che devono essere affrontate. Pichetto Fratin ha anche lodato il comparto industriale italiano per il suo continuo impegno nell’innovazione e nella ricerca, sottolineando come questo settore stia diventando sempre più qualificato anche dal punto di vista occupazionale.
Uno dei punti chiave del discorso ha riguardato il contesto normativo europeo. Il nuovo regolamento su imballaggi e rifiuti da imballaggio introdurrà criteri più stringenti, richiedendo uno sforzo di adattamento importante da parte delle imprese. Per questo, secondo il ministro, il futuro “Circular Economy Act” europeo dovrà garantire maggiore chiarezza e armonizzazione normativa per guidare la transizione.
Il governo ha già messo in campo misure concrete attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Sono stati finanziati progetti specifici che vanno dall’ecodesign, ovvero la progettazione di prodotti più sostenibili fin dall’inizio, alla realizzazione di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti. Gli investimenti si concentrano su filiere strategiche come la plastica, la carta e il cartone, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e il tessile.
Proprio sul settore tessile, un’eccellenza del Made in Italy, il ministro ha annunciato l’introduzione di strumenti di “responsabilità estesa del produttore”. Questo principio impone a chi produce beni di farsi carico anche del loro fine vita, incentivando così la progettazione di prodotti più facili da riciclare e riutilizzare.
Infine, il discorso ha toccato il tema cruciale delle materie prime critiche e della sicurezza energetica. Rafforzare le filiere del riciclo è fondamentale per recuperare materiali strategici, riducendo la dipendenza dall’estero e aumentando la sicurezza industriale del Paese. L’obiettivo finale, ha concluso il ministro, è costruire un’Italia più forte, competitiva e sostenibile per il futuro.

















