Un pareggio che ha il sapore di un’occasione mancata, ma che al tempo stesso ha fornito indicazioni preziose. La Roma ha fermato sul 2-2 l’Inter nel big match della quinta giornata di Serie A, un risultato che lascia l’amaro in bocca per come è maturato. I giallorossi, infatti, avevano chiuso il primo tempo in doppio vantaggio grazie a una straordinaria doppietta di Manu Koné, tornato titolare e subito decisivo.
Nella ripresa, però, è arrivata la veemente reazione della squadra nerazzurra, che ha trovato il pareggio con due reti siglate da Lautaro Martinez, confermando la sua grande forza offensiva. Un epilogo che ha generato sentimenti contrastanti nell’ambiente romanista, come ha ben spiegato l’attaccante Matias Soulé nel post-partita.
Intervistato ai microfoni di Dazn, il giocatore argentino non ha nascosto la sua stanchezza e una punta di delusione. “Eravamo in vantaggio di due goal e alla fine abbiamo pareggiato, quindi è normale essere un po’ delusi”, ha dichiarato. “Non dobbiamo però abbatterci. Aver giocato così con l’Inter deve darci energia per fare ancora meglio”.
Le parole del giovane talento evidenziano una crescente consapevolezza nei mezzi della squadra. “L’Inter rimane ancora la squadra più forte del campionato, considerando anche le scorse stagioni. Riuscire a pareggiare con loro, pur con rammarico, deve essere uno stimolo in più per fare bene in questo campionato, che è ancora lunghissimo”.
Il momento più significativo dell’intervista è arrivato quando Soulé ha svelato un retroscena importante sulla sua condizione fisica, che getta una nuova luce sul suo rendimento. “Fisicamente mi sento molto bene, sono davvero contento. Per fortuna la pubalgia che mi ha afflitto l’anno scorso è finalmente passata”, ha confessato con sollievo.
Un problema che lo ha limitato in modo severo, come da lui stesso ammesso. “Nella scorsa stagione c’erano periodi in cui quasi non riuscivo ad allenarmi. Il dolore era tale che non riuscivo a muovermi come volevo, e questo ha influito inevitabilmente sul mio contributo alla squadra”. Un calvario ora alle spalle, che gli permette di esprimersi al massimo delle sue potenzialità.
L’attaccante ha poi parlato della sua posizione in campo, dimostrando grande duttilità e spirito di sacrificio. “Sono abituato a giocare prevalentemente sulla fascia destra, ma in questa partita mi sono spostato a sinistra. Cerco di fare tutto quello che mi chiede il mister per aiutare i compagni e la squadra”.
Infine, una riflessione sulla crescita del gruppo e sulla sana competizione interna. “Il ballottaggio con Mora? Siamo tutti giocatori che danno sempre il massimo in allenamento. Penso che rispetto all’anno scorso abbiamo alzato molto il livello generale, diventando ancora di più una squadra vera e un gruppo unito. Questa è la nostra forza”.






