“Scippi e stupefacenti, ora le zone rosse”: chiesti controlli mirati a Caserta in diverse zone

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Caserta
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CASERTA – Scatta la protesta dei residenti per la sicurezza nel centro cittadino. Le associazioni invocano l’istituzione di “zone rosse” da piazza Sant’Anna al centro e nell’area tra la stazione e la Reggia, per contrastare una situazione, che giudicano ormai fuori controllo. Paranze giovanili occupano la zona creando forte insicurezza, scippi e rapine ai danni di pendolari, turisti e studenti. Con l’arrivo dell’inverno e le giornate più brevi, il degrado rischia di peggiorare ulteriormente in un punto strategico della città. Trattandosi di un territorio ampiamente gestibile, si richiede un intervento immediato per ripristinare la sicurezza e fermare l’illegalità.

Il presidente del Comitato Vivibilità Rosi Di Costanzo: “Serve blindare queste aree. In centro ci sono piazze di spaccio che vendono droga agli adolescenti, ci dobbiamo fare carico di questo problema. Abbiamo presentato una denuncia al questore in merito. Tra l’altro l’età degli acquirenti degli stupefacenti si abbassa sempre di più e bisogna intervenire, prima che il problema ricada nelle scuole, nelle famiglie e in strada”. E ancora: “Caserta è una realtà piccola, serve monitorare le aree a rischio e c’è una questione sociale e giovanile, che prima o poi deve essere affrontata. Le zone rosse possono andare in questa direzione, per garantire un presidio costante in queste aree”.

L’esasperazione per il degrado sociale e l’insicurezza diffusa ha spinto la comunità casertana a rompere l’inerzia e ad mobilitarsi compattamente. I quartieri del centro storico e le aree limitrofe alla stazione e alla Reggia vivono ormai una condizione di perenne allarme, tra scippi, rapine e piazze di spaccio che mettono a rischio anche i giovanissimi. Di fronte a questo scenario, residenti e commercianti si sono organizzati, avviata anche una massiccia raccolta firme destinata al prefetto Lucia Volpe e ai vertici provinciali delle forze dell’ordine. Il documento elaborato non punta il dito contro le fasce fragili, ma contesta la totale assenza di un’azione preventiva e strutturata da parte dello Stato. Presidiare le strade, sottolineano i promotori, significa garantire la vivibilità di turisti, lavoratori e residenti, sottraendo il territorio all’anarchia e alla criminalità predatoria. La comunità rifiuta la giustificazione della carenza di organico, chiedendo che le istituzioni locali sollecitino con fermezza i rinforzi necessari.

Le ripercussioni di questo abbandono colpiscono duro anche il tessuto economico locale. I comitati ricollegano direttamente l’escalation di episodi impuniti alla mancanza di presidi fissi e chiedono un piano di videosorveglianza avanzato, integrato da pattugliamenti costanti nei punti più critici. La mobilitazione culminerà il prossimo 26 settembre con una manifestazione pacifica e apolitica. Come spiegato pochi giorni fa dal portavoce Antonio Di Majo, il corteo prenderà il via alle ore 10 da piazza Sant’Anna, dopo la benedizione di don Antonello Giannotti, e sfilerà insieme a don Andrea Campanile fino a piazza Vanvitelli. L’obiettivo è consegnare a mano la petizione e chiedere un tavolo di coordinamento permanente tra tutte le forze di polizia per garantire una presenza capillare e continuativa.

Nel frattempo, la pressione dei cittadini ha spinto le forze dell’ordine a intensificare i controlli, portando ai primi risultati concreti. Pochi giorni fa in viale G. Douhet, gli agenti delle Volanti e della sezione Nibbio hanno bloccato e arrestato un diciottenne tunisino, responsabile insieme a due complici di una rapina ai danni di un cittadino rumeno e sospettato di vari scippi avvenuti nelle ore precedenti. L’arrestato, che ha opposto una violenta resistenza ferendo un poliziotto, è stato condotto in carcere. Pur apprezzando il tempestivo intervento della polizia, i residenti ribadiscono che i blitz isolati non bastano: servono misure preventive a lungo termine per fermare il degrado e restituire a Caserta la vivibilità che merita.

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