Serie A, la nuova era del VAR: zero chiamate in campo

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Cronache sport calcio
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Una svolta radicale ha segnato l’inizio del campionato di Serie A: dopo due giornate complete, nessun arbitro è stato richiamato al monitor per una “On-Field Review”. La tecnologia, che nelle scorse stagioni era stata protagonista, è rimasta in silenzio, frutto di una precisa direttiva impartita dal nuovo designatore Daniele Orsato e dal responsabile tecnico Domenico Messina.

La nuova linea guida, fortemente voluta ai vertici di AIA e CAN, mira a restituire centralità alla figura dell’arbitro in campo. L’obiettivo è chiaro: aumentare il tempo di gioco effettivo e ridurre al minimo le interruzioni. I primi dati confermano questa tendenza, con un tempo di gioco medio che nella prima giornata è salito a 58 minuti e 17 secondi, contro i 54 minuti e 20 secondi della stagione precedente.

Una filosofia che ha ricevuto il plauso di diversi allenatori e che si allinea alle indicazioni della UEFA, come sintetizzato dal responsabile arbitrale Roberto Rosetti: “È calcio, non PlayStation”. Ai direttori di gara è stato chiesto di essere più “coraggiosi”, prendendo decisioni in autonomia e limitando l’ausilio del VAR solo a situazioni di errore chiaro ed evidente.

Il metro di giudizio è stato definito dallo stesso Orsato con una frase emblematica: “Vanno fischiati i falli, non i contatti”. Questo nuovo approccio si ispira allo stile di arbitraggio che lo stesso Orsato ha sempre adottato in campo, caratterizzato da una maggiore tolleranza verso i duelli di gioco. Questa inversione di rotta ha inevitabilmente generato discussioni su alcuni episodi controversi.

Ad esempio, non sono stati considerati meritevoli di revisione al video né il contatto in area tra il difensore viola Dragusin e Monterisi, né il duello tra Alajbegovic e Keita in Juventus-Parma. Nel primo caso, la valutazione è stata di assenza di imprudenza; nel secondo, il VAR non è intervenuto perché, pur essendoci un contatto, la posizione del difensore con il piede piantato a terra è stata giudicata non fallosa.

Il cambiamento rispetto al passato è netto. Nella seconda giornata della scorsa stagione, si sono registrate ben quattro revisioni al monitor, a testimonianza di un utilizzo molto più frequente della tecnologia. Ora, dopo 18 partite del campionato in corso, il conteggio delle “On-Field Review” è fermo a zero, con gli assistenti al video che si sono limitati a effettuare solo controlli silenziosi (“silent check”).

La sfida sarà trovare il giusto equilibrio, evitando di passare da un eccesso di interventi a un’assenza che potrebbe lasciare irrisolti alcuni dubbi. Per ora, il messaggio è forte: in Serie A, l’arbitro torna a essere l’unico giudice del campo.

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