Tav, il M5S alza i toni con Salvini. Di Battista: “Non rompa o torni da Berlusconi”

Il titolare del Viminale è convinto che l'opera si debba portare a termine

ROMA – Il governo scricchiola ancora sotto il peso della Tav. Questa volta sono Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista ad alzare i toni e Matteo Salvini, a sorpresa, veste l’abito del mediatore. Alla fine, l’ultima parola è del presidente del Consiglio Conte: se portarla a termine o no si deciderà dopo l’analisi costi-benefici.

Tav, è scontro tra Salvini e i 5 Stelle

Di Maio non vuole neanche discuterne: finché il Movimento 5 Stelle è al governo, giura, non si scava neanche un centimetro: “Se lo scontro è aperto, direi piuttosto che il discorso è chiuso. Finché ci siamo noi, quel cantiere non inizierà a scavare un buco”.

Anche su questo non sono d’accordo: il traforo è iniziato o no? La polemica scatta il giorno dopo la visita del ministro dell’Interno a Chiomonte. Salvini quel cantiere l’ha visto: “Ci sono ingegneri, operai, imprenditori, pendolari, italiani che non vedono l’ora che i lavori ripartano”, racconta.

Il ministro dell’Interno spinge per un compromesso tra le parti

Parla di rimettere mano al progetto, di ridimensionarlo tagliando megastrutture e sprechi, per investirli in altro (come, lo ripete più volte, nella metropolitana di Torino). Il titolare del Viminale, insomma, è convinto che l’opera si debba portare a termine, perché “si viaggia più veloce, si inquina di meno, si spende di meno, serve agli italiani”.

Un compromesso, come sempre, “si troverà, anche per salvaguardare l’ambiente”. Si dice sereno e declassa le polemiche a strategie per “farci litigare”. Non cade neanche nella provocazione di Alessandro Di Battista che insieme a Di Maio, in piena campagna elettorale per le Regionali, dall’Abruzzo parla chiaro: “Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi e non serve a niente tornasse da Berlusconi e rompesse i c…”.

Il ministro Toninelli attende l’analisi costi-benefici

Che sulla Tav si debba trovare un punto di caduta con la Lega, lo sa anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, convinto come Salvini, ma dall’altra parte del tavolo, che la quadratura del cerchio ci sarà: “Sono certo che il governo non è assolutamente a rischio”.

Il premier Conte temporeggia per tutelare l’interesse dei cittadini

Per mettere un punto ai litigi, Giuseppe Conte interviene in tarda serata: “Sulla Tav ho preso un impegno a nome del Governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica”, dice. Ricorda che il contratto di governo prevede una ‘revisione’ del progetto, una clausola per la quale è stata avviata l’analisi costi-benefici.

La decisione arriverà solo dopo l’esito della valutazione finale che “contemplerà tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali”. Qualunque sia, il premier non ha dubbi: “Il Governo saprà assumersi la responsabilità politica di questa decisione nel rispetto e nell’interesse di tutti i cittadini”. I risultati saranno resi noti, “in modo che tutti gli italiani possano conoscere le motivazioni della nostra decisione”.

(LaPresse/di Maria Elena Ribezzo)

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