Tav, l’appello degli industriali: “Non mettiamo in discussione le opere”

"Se da una parte comprendiamo le esigenze di rispettare le promesse elettorali, d'altra parte c'è il diritto di tutti i cittadini italiani di vivere in un Paese che non venga penalizzato dal punto di vista sociale ed economico"

Tav scontri attivisti
Foto LaPresse - Marco Alpozzi 28/06/2015 Susa ( Italia ) Cronaca Marcia NoTav verso il Cantiere di Chiomonte, per protestare contro il Tav e le grandi opere Nella foto: Un momento degli scontri Photo LaPresse - Marco Alpozzi June 28, 2015 Susa (Italy) News Notav march toward Chiomonte construction site In the pic: A moment of clashes

MILANO (LaPresse) – Tav, l’appello degli industriali: “Non mettiamo in discussione le opere”. “Se da una parte comprendiamo le esigenze di rispettare le promesse elettorali, d’altra parte c’è il diritto di tutti i cittadini italiani di vivere in un Paese che non venga penalizzato dal punto di vista sociale ed economico. Rimettere in discussione TAV e Terzo Valico è un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest. Ma anche delle sue imprese, dei suoi occupati, della possibilità di realizzare una migliore coesione sociale”. E’ l’appello congiunto lanciato da Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda. Insieme a Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriale di Torino, e Giovanni Mondini, Presidente di Confindustria Genova.

Tav, le dichiarazioni dei leader delle associazioni degli industriali

“In queste ore decisive per le scelte del nuovo governo e dei territori, lanciamo insieme a nome di oltre 545mila imprese un grande appello alla responsabilità sul futuro del nostro Paese. – proseguono i leader delle associazioni degli industriali. Queste due opere infrastrutturali sono fondamentali e interconnesse. La prima supporta, sulla direttrice est-ovest, il surplus commerciale italiano di circa 10 miliardi di euro sui 70 complessivi di interscambio con la Francia. Per oltre il 90% realizzato oggi via gomma. E consente anche – fatto importantissimo – la connessione alla Via della Seta. Cioè il grande asse che collegherà Oriente ed Occidente del mondo. La seconda sull’asse verso il Centro Europa abbatte il vantaggio finora conseguito dai porti nordeuropei sul primo porto commerciale container d’Italia”.

“Alla politica locale e nazionale chiediamo di smettere veti ideologici, buoni forse in campagna elettorale, ma da cui deriva solo un aggravarsi del ritardo e dei costi logistici che frenano le imprese del Nordovest. Dateci la possibilità di far crescere questo Paese, dateci la possibilità di tornare a far grande l’Italia”, conclude l’appello.

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