Terra dei Fuochi, scoperta una bomba ecologica a Castel Volturno: sequestrata discarica abusiva di 9.000 mq, denunciata imprenditrice

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

CASTEL VOLTURNO – Una nuova, profonda ferita inferta al suolo martoriato della “Terra dei Fuochi”. Un’area di circa 9.000 metri quadrati, l’equivalente di un campo da calcio e mezzo, trasformata in una vastissima discarica a cielo aperto per rifiuti speciali. È la drammatica scoperta fatta nella mattinata di martedì 9 giugno a Castel Volturno dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, che ha portato al sequestro preventivo dell’intero sito e alla denuncia di un’imprenditrice di 64 anni per gravissimi illeciti ambientali.

L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di controllo del territorio, finalizzati a contrastare la piaga degli sversamenti illeciti che da decenni avvelena questa porzione di Campania. I militari, nel corso di un controllo d’iniziativa presso un deposito del litorale domizio, si sono trovati di fronte a uno scenario di degrado assoluto. Una volta varcato l’accesso all’area, davanti ai loro occhi si è palesata una vera e propria bomba ecologica: ingenti quantitativi di rifiuti speciali, la cui esatta natura è ora al vaglio degli inquirenti, erano accumulati direttamente sul terreno nudo, senza alcuna protezione o misura di contenimento. Accanto a questi, giacevano in evidente stato di abbandono numerosi altri materiali, un miscuglio eterogeneo che andava da scarti edili a probabili residui di lavorazioni industriali, formando un tappeto di veleni che per un tempo ancora da definire ha contaminato il suolo e, potenzialmente, le falde acquifere sottostanti.

Il disastro ambientale ha fatto scattare immediatamente gli approfondimenti investigativi. Gli accertamenti svolti sul posto hanno permesso ai Carabinieri di risalire in breve tempo alla proprietà del sito, riconducibile a una società locale. È stata così individuata la legale rappresentante, un’imprenditrice 64enne del luogo, che è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Le ipotesi di reato contestate sono pesantissime: deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e gestione non autorizzata degli stessi. A rendere il quadro ancora più grave, l’aggravante di aver commesso il fatto nell’esercizio di un’attività d’impresa, un dettaglio che suggerisce una pratica illecita non occasionale, ma sistematica e finalizzata al profitto.

Considerata l’entità delle violazioni e il concreto pericolo che la condotta criminale potesse protrarsi, con un conseguente, ulteriore danno per l’ambiente, i militari hanno agito senza indugio. L’intera area di 9.000 metri quadrati è stata delimitata e sottoposta a sequestro preventivo, un atto necessario per impedire la prosecuzione del reato e cristallizzare lo stato dei luoghi in vista delle future indagini e delle indispensabili operazioni di caratterizzazione e bonifica. Il sito è stato quindi affidato in custodia giudiziaria.

Questo maxi-sequestro non è un episodio isolato, ma un tassello fondamentale nel più ampio dispositivo di controlli predisposto dall’Arma dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. “Le attività di monitoraggio e verifica proseguiranno senza sosta anche nelle prossime settimane”, fanno sapere dal Comando, “con particolare attenzione alle aree industriali, ai depositi e a tutti quei siti potenzialmente utilizzati per lo stoccaggio irregolare di rifiuti”. L’operazione di Castel Volturno rappresenta un altro duro colpo inferto alla filiera dell’illegalità ambientale, ma è anche il monito desolante di come la battaglia per la Terra dei Fuochi sia ancora lunga e complessa, combattuta metro per metro contro chi, in nome del profitto, non esita a sacrificare il futuro di un’intera comunità.

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