Trattativa Stato-Mafia, al via il processo in Appello, Ciancimino rinuncia a partecipare alle udienze. Il suo avvocato: “E’ stato colpito da un ictus”

Ma dal carcere alla Corte arriva una nota nel quale si attesta che l'imputato è lucido

Il suo legale, Roberto D’Agostino, dice che è stato colpito da un ictus: ed è per tale ragione che Massimo Ciancimino non potrebbe partecipare al processo in Appello per la ‘Trattativa tra Stato e mafia’. Al momento, ha spiegato la difesa, si trova nel centro clinica di Regina Coeli.

Dalla casa circondariale dove è recluso, invece, è arrivata alla Corte una lettera nella quale si attesta che il figlio dell’ex sindaco di Palermo è lucido.

L’avvocato dell’imputato, ieri mattina, ha chiesto alla Corte di ordinare una perizia. Sul punto la Corte si è riservata: nelle prossime udienze prenderà una decisione.

Con Ciacimino, dopo la condanna in primo grado, sono a giudizio anche Marcello Dell’Utri, tre boss (Leoluca Bagarella, Antonino Cinà e il pentito Giovanni Brusca) e tre alti ufficiali dell’Arma.

Stamattina gli unici presenti in aula erano il colonnello Giuseppe Di Donna e i l generale Mario Mori. I due sono stati condannati rispettivamente ad 8 a 12 anni di reclusione . Assente l’ex capo del Ros Antonio Subranni, che in primo grado ha incassato 12 anni.

Ciancimino risponde di concorso esterno al clan e calunnia ai danni di Gianni De Gennaro, già capo della polizia, ora presidente di Leonardo (ex Finmeccanica)

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